
"L'isolamento dalle persone, il rifiuto di convivere con gli altri porta inevitabilmente alla morte dell'individuo." (Raffaele Innato)
08 giugno 2009
28 maggio 2009
03 maggio 2009
Veronica Lario candidata legittima all'opposizione del Governo Berlusconi.
Veronica LarioEnrico Maria Salerno la volle accanto a sé come protagonista femminile della commedia di Fernand Crommelynck: "Il magnifico cornuto". Veronica aveva ventitré anni ed era Stella, moglie di un uomo patologicamente geloso che, a un certo punto, la costringe a mostrare il seno nudo a un altro uomo.
Proprio durante una rappresentazione di quest'opera, al teatro Manzoni di Milano nel 1980, fu avvicinata da Silvio Berlusconi, a fine spettacolo, con il quale intrecciò all'inizio una relazione adulterina clandestina, fino a quando questi non ottenne il divorzio dalla prima moglie.
Nel 1984 ha avuto una prima figlia, Barbara, da Berlusconi. Nel 1985, successivamente al divorzio di questi dalla prima moglie, hanno iniziato una convivenza ufficiale. Si sono sposati civilmente il 15 dicembre 1990. I due hanno avuto tre figli: Barbara, Eleonora e Luigi.
Sebbene sia stata la moglie di un Presidente del Consiglio ha evitato la maggior parte degli incontri pubblici e incontri ufficiali.
Nelle poche dichiarazioni pubbliche, ha spesso manifestato una certa indipendenza culturale dal marito, guadagnandosi ampie simpatie da parte dei sui avversari politici.
L'8 aprile 2005, nel periodo precedente al referendum sulla fecondazione assistita, sul Corriere della Sera si espresse a favore di tutti i quattro quesiti del referendum, ricordando come anche lei dovette praticare un aborto terapeutico al settimo mese di gravidanza, a causa di alcune malformazioni al feto scoperte solo al quinto mese. All'invito della Chiesa cattolica all'astensione dal voto, rispondeva di temere, in caso di divieto delle tecniche di fecondazione assistita in Italia, il ricorso al viaggio in paesi esteri, che meno scrupolosi, avrebbe consentito qualsiasi cosa e che non andare a votare significava non voler affrontare il problema.
Il 31 gennaio 2007, rompendo la consueta riservatezza, ha inviato al quotidiano la Repubblica una lettera nella quale richiedeva al marito pubbliche scuse per le frasi galanti rivolte da quest'ultimo ad alcune signore presenti alla cerimonia dei Telegatti tenutasi qualche giorno prima. Veronica Lario ha ricevuto le scuse del marito nel pomeriggio dello stesso giorno attraverso un'altra lettera pubblica. L'episodio ha avuto grande eco sui media italiani e internazionali a differenza del silenzio caduto sulla sentenza pronunciata il 26 gennaio 2009 dal Tribunale dei ministri di Roma, che ha dichiarato dimostrata la «stretta relazione intrecciata» dal marito con Virginia Sanjust.
Berlusconi, nel corso degli ultimi anni, ha comunque parlato spesso della moglie in alcuni suoi interventi pubblici riferendosi anche a pettegolezzi circolati sulle riviste di gossip.
Il 3 ottobre 2007 riceve gli elogi pubblici del candidato alle primarie del Partito Democratico Walter Veltroni che, nel lodarne le doti, auspicava di averla nella sua squadra.
Il 29 aprile 2009 critica duramente le belle donne candidate nel Pdl. Proseguendo affonda il colpo anche contro il marito, reo di aver partecipato in una discoteca napoletana a un compleanno di una ragazza diciottenne, mentre non avrebbe mai partecipato a nessun diciottesimo dei figli.
Ora è arrivata la richiesta di divorzio che Veronica Lario avrebbe preparato insieme al proprio avvocato.
23 aprile 2009
Commento su L'espresso " Finalmente un richiamo dal Colle" (Aldo Nicotra)
Non meditar vendetta! Ma siedi sulla riva del fiume e aspetta di veder passare il corpo del tuo nemico!Frase famosa e molto utile nella vita. Corsi e ricorsi nella storia.
Vi ricordate Bush dopo l’abbattimento delle torri gemelle? Aveva un notevole favore degli indici di popolarità. Ebbene, sono passati alcuni anni e un certo Obama, che non figurava tra i papabili al potere, è diventato il presidente egli Stati Uniti d’America.
Noi, italiani non abbiamo la capacità di attendere, siamo sempre in ansia e frettolosi di dare giudizi istintivamente, più che con la ragione. Lo si vede nel fare la coda agli sportelli o ai supermercati dando la colpa dell’attesa snervante a chi sta facendo il proprio lavoro bene o male. Succede nello sport verso i campioni, oggi osannati se si vince, e domani a sbeffeggiarli se si perde. Anche nella politica, diamo la colpa al politico di turno se non vediamo legiferata una legge a nostro favore personale.
Oggi il vento è favorevole, non tanto alla destra, che non mi pare abbia grandi nomi da far valere, ma ad un solo signore, chiaramente supportato da una squadra che orchestra dietro le quinta attraverso la forza del danaro e dell’informazione, che è riuscito, nello sfaldamento di una sinistra frammentata, a crearsi una immagine di uomo forte, positivo, che risolve i problemi. Molti lo sanno, che la sua è solo immagine, perchè di concreto c’è solamente il fatto che è diventato più potente e più ricco. Però, in un contesto di una opposizione non coesa, egli fa la parte del più forte. E questo la gente lo percepisce come positività.
Allora, per combattere un avversario che sembra invincibile, non si deve seguire le sue orme, perchè non avendo gli stessi mezzi si perde la battaglia. Si deve invece seguire la tattica dell’attesa e del lavorare ai fianchi.
Ci sono, purtroppo 2 milioni e mezzo di poveri in Italia, altri 6 o 7 milioni vivono di precarietà, ci sono milioni di pensionati e di famiglie che non riescono a far fronte alle esigenze necessarie di una vita decente. Ci sono problemi di recessione e di congiuntura nazionale e internazionale.
Ebbene, se lui è l’uomo forte e positivo che tutto fa e che risolve, bisogna metterlo con le spalle al muro, affinchè risolva tutti questi problemi e alla svelta, altrimenti è un incapace, un debole. Alla lunga, siccome i problemi incombono e saranno irrisolti, lo stress avrà il sopravvento, quindi sarà costretto a fare errori. A quel punto una opposizione intelligente già pronta con un programma serio e pragmatico potrà salire sul carro del potere, non dando mandato assoluto ad un solo uomo, ma democraticamente ad una squadra di persone preparate e capaci che possano dare risposte a soluzioni reali della gente che era stata illusa.
Ebbene fa il Capo dello Stato a spingerlo a risolvere i problemi che incombono secondo il dettame della Costituzione, visto che ha avuto il mandato degli elettori secondo questa Costituzione.
Ebbene farebbero i politici che stanno all’opposizione di evidenziare sempre i problemi della gente e rintuzzare tutte le negatività di un governo incapace di trovare soluzioni che servono al paese e non ad una sola parte.
Ebbene faremmo noi a palesare cosa sarebbe giusto fare, a pretendere una società più umana e solidale.
22 aprile 2009
Commento su L'espresso "Ho fatto un sogno sul 25 Aprile" (Fab1963)
Caro Fab1963,
se proprio vogliamo sognare per il 25 Aprile, allora desidererei vedere quel giorno tutti gli italiani, svegliarsi dal tunnel dell’ipocrisia e dei falsi valori della politica, del sociale e dei dogmi nel quale sono voluti incunearsi da secoli, andare nelle piazze e nelle strade per manifestare pacificamente il proprio dissenso, stando semplicemente seduti per terra dicendo:
“Da oggi noi ci sentiamo liberi da tutto il marciume che ci ha sovrastato, non abbiamo più alcuna intenzione di riprendere nessuna attività lavorativa e sociale se non dopo aver sottoscritto una dichiarazione vincolante, nella quale tutti i cittadini siamo uguali, con gli stessi diritti e doveri, che chi dalla vita ha avuto di più deve dare a chi ha avuto di meno, i più intelligenti devono aiutare i meno intelligenti, i più forti devono aiutare i più deboli, i furbi devono stare nelle patrie galere fino a quando diventano cittadini come gli altri, i ricchi devono mettere a disposizione le loro ricchezze per far crescere la nazione in favore della collettività, i rappresentanti eletti non devono governare per più di un mandato, la politica non è un mestiere ma una vocazione e un dovere. Tutti devono partecipare col lavoro alla crescita della democrazia, della giustizia e del benessere, compresi coloro che credono di aver ereditato un mandato supremo, non si sa da chi e per quale ignoto motivo. Nessuna carità o aiuti solidali privati, ma una società che ha nello Stato le leggi giuste per creare la solidarietà sociale di cui il popolo ha necessità. Liberi di esecitare e vivere la propria vita per il benessere comune, coinvolgendo gli altri popoli a condividere insieme l’ospitalità di cui beneficiamo tutti i cittadini dalla casa comune, il nostro pianeta.”
18 aprile 2009
Commento su L'espresso "Il papa non è San Francesco" (Francesco Polverini)
Cara Rossini,
il papa, dopo lungo pensare, ha programmato il suo intervento in Abruzzo il 1° Maggio, dopo che l’emergenza è finita e i morti sono sepolti. Dopo aver festeggiato il suo compleanno, vuole testimoniare di persona la sua vicinanza al popolo abruzzese, benedicendo e passando tra la gente rifugiata sotto le tende.
Io non so perchè abbia scelto il giorno della festa dei lavoratori. Però, spero che per quel giorno il papa abbia messo in allarme il suo dio, visto che il giorno del terromoto, pare sia stato un pò disattento in quanto non ha provveduto a salvaguardare le sue anime fedeli: 295 tra bambini, donne e uomini, se non a salvarne qualche miracolato in extremis. Anche perchè, non potendo la scienza sapere o prevedere se ci può essere un’altra scossa tragica (speriamo di no) a rischiare questa volta potrebbe essere il rappresentante primo dei fedeli.
Anche se quando muore un papa se ne fa un altro.
Un caro saluto
17 aprile 2009
Commento su L'espresso “La lezione del terremoto sulla vita di tutti” (Ilaria Angela Mascetti)
La tragedia dell’Abruzzo oggi e tante altre accadute da noi e lontano da noi, ci dovrebbe far capire che l’uomo è nudo, non solo di ciabatte o di vestiti, ma nudo di qualsiasi proprietà.
Tutto ciò che la natura ci mette a disposizione, dobbiamo imparare a usarlo nella maniera più corretta e rispettosa. Nessuno ha il diritto di stravolgere le regole della natura.
Bisogna, invece, assecondarla rispettando la morfologia del territorio e del paesaggio.
La cultura di un popolo non si deve intendere raffigurata da una scultura o da un’opera maestosa o da un simbolo. La cultura vera è il rispetto delle cose naturali dei paesaggi e delle regole solidali degli uomini e dell’uomo verso la natura.
Tutto quello che noi vi costruiamo sopra come simboli, deturpano l’essenza del creato.
In questo mondo, falsamente governato dall’uomo sapiente, non vi è l’armonia che serve a riequilibrare e mettere tutti sullo stesso piano, senza prevaricazioni.
Io quelle scene di devastazione le ho vissute per diversi anni, quando da piccolo, subito dopo i primi anni del dopoguerra, si conviveva tra le macerie e la fame. Sono passati diverse decine di anni, e le stesse scene, anche peggio, le vedo tra i popoli che non hanno da sfamarsi.
Questo è il frutto dell’egoismo e della tracotanza di piccoli uomini meschini.
Un caro saluto
14 aprile 2009
Michele Santoroho letto alcuni articoli riguardo alle accuse su di lei per come è stata condotta la trasmissione “resurrezione” di annozero Rai2, e ho visto tutta la trasmissione della puntata, come faccio solitamente.
Un caro saluto
07 aprile 2009
Sinistra e libertà.
Nichi Vendolacome sempre apprezzo e condivido i tuoi interventi.
Anche ieri sera a Taranto ho avuto modo di sentire le tue parole e le tue frasi cariche di significato di solidarietà e di difesa delle persone e dei ceti più deboli. Questa tua facilità di saper comunicare con la gente, farle sentire vicina una politica che sa interpretare i problemi reali, producendo delle soluzioni concrete, quindi dando risposte fattibili, dà alla tua persona un carisma che sa trascinare chi ti ascolta.
L'idea di dare vita ad un partito di sinistra, quella sinistra delle persone per bene che lavorano, che studiano, che aspirano ad un futuro sano e migliore, che hanno sempre creduto al bene della collettività sociale e al benessere di tutti gli uomini, che credono nella laicità e nel rispetto delle idee e dei sani principi di convivenza e fratellanza dei popoli, che con onestà sono i portatori della fatica e del progresso, che sono stanchi di vedere i furbi primeggiare e deturpare i territori, l'ambiente, i paesaggi e di comandare al solo scopo personale, sfruttando la bontà della gente che con sacrificio crede nel proprio lavoro per migliorare il mondo che ci circonda e che ci sostiene, mi vede d'accordo e forte sostenitore.
Se tu riuscirai a mettere insieme tutta questa gente onesta e operosa, mettendo in pratica le tue idee di solidarietà senza antipatici compromessi, io penso che troverai terreno fertile per conquistare quel popolo, che vede nella sinistra la propria ragione di esistere nel mondo del lavoro e di precarietà ma non solo, che ha la capacità di liberarsi dalla paura e dalla miseria, che sa ritrovare anche quel percorso di sana aspettativa che è il benessere collettivo, che guarda all'uomo e al rispetto della persona, per una società più giusta, più libera e uguale.
Aiuti in Abruzzo ai terremotati.
Sono daccordo al trasferimento dei 460 milioni di euro dalle spese elettorali per la ricostruzione delle case e degli edifici scolastici della provincia aquilana. Ricostruzione che deve avvenire rigidamente sotto il controllo dei cittadini del posto con elezioni di appositi comitati dei residenti. Non solo, ma devono essere rispettati i criteri di antisismicità e di correttezza progettuale come legge prescrive. Il tutto deve avvenire con la massima trasparenza e con la partecipazione dei cittadini interessati, e con controlli esterni. Non una nuova town ma rispetto della cultura e del paesaggio naturalistico del paese. Finita l'urgenza terremoto, si dovrà indagare sui progetti e sulle colpe di chi ha costruito e progettato l'ospedale, crollato inspiegabilmente. Chi ha lucrato in maniera scorretta sulla costruzione risultata debole alle scosse, deve pagare. Basta con i furbi che si arricchiscono con i soldi della solita gente che paga le tasse. Chi truffa deve pagare, chi si comporta bene deve essere premiato. Abbiamo bisogno di gente onesta, in giro ce ne sono troppe di volpi. Siamo stanchi di subire, perchè a morire delle colpe altrui solitamente sono sempre i più deboli e gli onesti. Bisogna invertire questo schema. Rai1 telegiornale delle 13,30, la presentatrice ha autoelogiato la rai1 perchè, in conseguenza delle trasmissioni messe in onda ieri per la tragedia del terremoto, ha avuto il massimo share di ascolto. Siamo al ridicolo!!!
26 marzo 2009
Commento su l'Unità "Scontro Fini-Berlusconi: «Il Parlamento non può essere irriso»"
Sarà anche vero, visto che le banane le importiamo e non le produciamo. Ma certamente siamo un paese governato da qualcuno che ha sicuramente qualche problema di demenza amnestica, o dovrei pensare che qualche dimestichezza con le banane c'è l'abbia comunque, ma a nostro danno.
Questo fatto che il sig. b. continua a esporre qualche sua "trovata" il giorno prima, e poi viste le reazioni negative, se la rimangia il giorno dopo, dicendo che la colpa è di chi ha travisato e non la sua, mi preoccupa e molto.
Qui la situazione è seria. Noi stiamo parlando del capo del governo. Se il capo del governo ha problemi di amnesia, noi italiani dobbiamo essere più che preoccupati e qualcuno dovrebbe prendere provvedimenti, altrimenti possiamo chiudere bottega. Altro che recessione!
25 marzo 2009
Commento su l'Unità "Avvertite il Giornale" di Concita De Gregorio -direttore-
Cosa molto grave, si è data la possibilità di governare il nostro paese ad una persona che ha nel suo dna: l'egocentrismo, il narcisismo, il personalismo, l'individualismo ma cosa più evidente un mostruoso conflitto d'interesse. E per chi ha un pò una visione concreta della realtà e la conoscenza delle persone, dovrebbe essere palese che da un tale personaggio non può e non potrà mai essere legiferata o decretata una qualsiasi legge che possa tener conto della esigenza di tutta una collettività, se non per solo interesse personale. Come dimostra anche l'iniziativa sulle case, che stranamente interessa prevalentemente i proprietari delle ville, e le sue ville.
Ora, chi ha a cuore il bene dell'Italia e degli italiani, dovrebbe iniziare a spegnere le televisioni, scendere nelle piazze e confrontarsi con la gente, associarsi per esprimere idee di solidarietà e di interesse comune. Creare un programma serio che possa tener conto delle persone più sfortunate e di un progetto, nel quale tutti possano trovare una collocazione al lavoro, per realizzare una vita più democratica, fatta di cose semplici ma importanti, per continuare a credere in un futuro migliore e nella gioia di lasciare alle nuove generazioni uno Stato della gente, che appartiene al suo popolo e non solo al suo comandante.
22 marzo 2009
Commento su l'Unità "La strada possibile" di Concita De Gregorio -direttore-
Ho visto con molta commozione la fiction sulla vita di Di Vittorio, una vita imperniata sulla realizzazione di una società solidale, combattuta caparbiamente fino alla morte. La storia di un uomo e di una famiglia unita che ha fatto della giustizia l'arma per combattere le prevaricazioni e gli abusi di uomini che sfruttavano la ignoranza e la fame della povera gente.
Avendo io vissuto e toccato con la dura realtà periodi del dopo guerra (anni '50), nei quali bambino ho capito prematuramente la crudezza della vita e la difficoltà dell'essere, mi sono immedesimato nel personaggio, soffrendone le varie vicissitudini e condividendone le scelte, e ricordandomi con dolore la morte di mio zio Angelo Latartara ucciso dalla celere a soli 26 anni, con un colpo di pistola, a Taranto il 14 luglio del 1948 dopo l'attentato di Togliatti.
20 marzo 2009
Il discorso di Obama all'Iran.
Il messaggio di Obama all'Iran (testo tradotto in italiano)
"Oggi vorrei estendere i miei migliori auguri a coloro che celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festività è un rito antico e un momento di rinnovamento, e mi auguro che tutti voi possiate godervi questo particolare periodo dell'anno con gli amici e la famiglia. In particolare, vorrei parlare direttamente al popolo e al leader della Repubblica islamica d'Iran. Nowruz è solo una parte della vostra grande e celebrata cultura. Nel corso di molti secoli, la vostra arte, la musica, la letteratura e l'innovazione hanno reso il mondo migliore e più bello. Qui negli Stati Uniti, la nostra comunità è migliorata grazie al contributo degli iraniani americani. Sappiamo che siete una grande civiltà, e il vostro operato vi ha fatto meritate il rispetto degli Stati Uniti e del mondo. Per quasi tre decenni le relazioni tra le nostre nazioni sono state tese. Ma questa festa ci obbliga a ricordare ciò che ci unisce. Ad esempio, voi celebrate il vostro Capodanno in modo molto simile a come lo fanno gli americani: vi raccogliete con gli amici e la famiglia, vi scambiate doni e storie, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza. E' con queste celebrazioni che si trova la promessa di un nuovo giorno, la speranza di nuove opportunità per i nostri figli, di sicurezza per le nostre famiglie, di progresso per la nostra comunità e di pace tra le nazioni. Queste sono speranze condivise, questi sono sogni comuni. Quindi, in questa stagione di nuovi inizi, vorrei parlare chiaramente ai leader iraniani. Ci sono profonde differenze che si sono sviluppate nel corso del tempo. La mia amministrazione è ora impegnata nella diplomazia, l'obiettivo è di affrontare l'intera gamma di questioni di fronte a noi, e perseguire legami costruttivi tra Stati Uniti, Iran e comunità internazionale. Questo processo non può essere anticipato da minacce. Cerchiamo invece l'impegno, che è onesto e fondato sul rispetto reciproco. Anche voi avete un'opportunità. Gli Stati Uniti vogliono che la Repubblica islamica di Iran assuma il posto che le spetta nella comunità delle nazioni. Voi ne avete diritto, ma tutto deve essere accompagnato da vere responsabilità, e ciò non può essere raggiunto attraverso il terrore o le armi, ma piuttosto attraverso azioni pacifiche che dimostrino la vera grandezza del popolo iraniano e della vostra civiltà. E la misura della grandezza non è la capacità di distruggere, bensì la vostra dimostrata capacità di costruire e creare. Quindi, in occasione del vostro nuovo anno, vorrei che voi, popolo e leader iraniani, comprendiate quale futuro stiamo perseguendo. Si tratta di un futuro con rinnovata scambi tra la nostra gente, e una maggiore opportunità di partnership e commercio. E 'un futuro in cui le vecchie divisioni sono superate, e dove tutti i vicini di casa e il resto del mondo possano vivere in una maggiore sicurezza e una maggiore pace. So che questo non potrà essere raggiunto facilmente. Alcuni insistono sul fatto che noi siamo definiti proprio sulle nostre differenze. Ma dobbiamo ricordare le parole che sono state scritte dal poeta Saadi, tanti anni fa: "I figli di Adamo sono membra l'uno dell'altro, essendo stati creati in un'unica essenza". L'avvento di una nuova stagione ci aiuta a ricordare questa preziosa umanità che noi tutti condividiamo. E possiamo ancora una volta invocare questo spirito, poiché cerchiamo la promessa di un nuovo inizio. Grazie, e Eid-eh Shoma Mobarak."
20 marzo 2009
19 marzo 2009
Attentato a Palmiro Togliatti.

Palmiro Togliatti
14 luglio 1948 - Taranto
Riporto la cronaca dell'attentato di Togliatti, perchè il nome del giovane ucciso a Taranto viene ricordato inesatto, per cui mi è sembrato giusto dare il suo nome esatto. La mia fonte è assolutamente certa perchè chi scrive è il nipote dell'ucciso.
Alle 11.30 del 14 luglio 1948 Palmiro Togliatti viene colpito da tre colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata mentre esce da Montecitorio in compagnia di Nilde Iotti.
L'autore dell'attentato a Togliatti è Antonio Pallante, un giovane iscritto al blocco liberale qualunquista, spaventato dagli effetti che la presunta politica filo-sovietica del "Migliore" avrebbe potuto avere sul Paese. I proiettili sparati da una pistola calibro 38 colpiscono il leader del PCI alla nuca e alla schiena, mentre una terza pallottola sfiora la testa di Togliatti. Ricoverato d'urgenza, Togliatti viene operato dal chirurgo Pietro Valdoni.
Sembra che già pochi istanti dopo il suo ferimento, lo stesso Togliatti raccomandasse alla Jotti, che gli era accanto, di passare parola ai vertici del PCI di non appoggiare in nessun modo i tentativi insurrezionali che sicuramente sarebbero scattati, una volta che si fosse sparsa la notizia dell'attentato.
Poche ore dopo il ferimento si verificano infatti incidenti a Roma, La Spezia, Abbadia San Salvatore e morti a Napoli, Genova, Livorno e Taranto nel corso di violentissime manifestazioni di protesta. Gli operai della FIAT di Torino sequestrano nel suo ufficio l'amministratore delegato Vittorio Valletta. Buona parte dei telefoni pubblici non funzionano e si blocca la circolazione ferroviaria. Il democristiano Mario Scelba, ministro degli interni, impartisce disposizioni ai prefetti per vietare ogni forma di manifestazione, e l'intero paese sembra sull'orlo della guerra civile.
A Taranto, nel corso dello sciopero dei cantieri navali e delle officine per protestare contro l'attentato a Togliatti, le forze di polizia caricano i manifestanti dinanzi alla sede della Camera del lavoro, uccidendo l'operaio Angelo Latartara e ferendo altri 4 manifestanti. Rimane gravemente ferito l'agente di Ps Giovanni Doria, che morirà qualche giorno più tardi in ospedale.
13 marzo 2009
Lettera del segretario del PD Dario Franceschini.
Dario Franceschinihttp://www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2194285Il governo dei no
Cari amici,
ieri il governo ha bocciato in Parlamento
la nostra proposta sull’assegno di disoccupazione.
Non si trattava di una
trovata demagogica ma di una mozione articolata, elaborata dai nostri esperti,
dove erano indicati costi e coperture. Un provvedimento assolutamente possibile
e necessario, per fare fronte ad una vera e propria emergenza sociale. Per
aiutare migliaia di precari che rischiano di ritrovarsi improvvisamente a zero
euro. Quello del governo non è stato solo un no al PD, ma a tutte quelle persone
che la crisi la stanno pagando, ogni giorno sulla propria pelle. Posto il link
al testo del discorso che ho tenuto ieri alla Camera pregandovi di dare massima
diffusione a questo messaggio.
Ciao, Dario.
04 marzo 2009
Commento su L'Espresso “La Camera dei proni” Salva Tores
Sull’Espresso di questa settimana, c’è un bellissimo articolo di Eugenio Scalfari: “Creditori e debitori”.
Egli dice che creditori e debitori si nasce. Nascere creditore significa ritenere che tutto il buono che ci capita nella vita ci sia dovuto; se ci viene negato o impedito subiamo un torto per il quale la sorte e i nostri simili ci dovranno risarcire. Non è chiaro quale sia il motivo del nostro essere in credito, spesso ce lo inventiamo senza essere consapevoli dell’inesistenza di questo credito immaginario, ma non importa: siamo arciconvinti d’essere in credito verso la vita e quindi verso tutte le persone con le quali entriamo in contatto e tanto basta.
Chi nasce debitore è l’esatto contrario del suo opposto: è animato da un complesso di colpa esistenziale che sviluppa dentro di lui la convinzione d’avere un debito da pagare, un debito verso la vita e quindi verso tutti.
I creditori sono più adatti al comando, i debitori al negoziato e alla diplomazia. Tra i creditori si possono annoverare: D’Alema, Fanfani, De Mita, Togliatti, Craxi, Cossiga,Tremonti, ma il creditore per eccellenza è Berlusconi.Tra i debitori: Veltroni, Aldo Moro, Zaccagnini, Berlinguer, Giolitti, Ciampi, Fassino.
Nascere creditore non comporta un giudizio valoriale, semplicemente descrive un forte senso di autostima, pochi dubbi e molta sicurezza.
Chi sfugge però a queste due opposte ideologie sono i furbissimi come Andreotti perchè sono superbamente neutrali rispetto ad ogni dialettica, non giudica gli altri, perciò non può essere giudicato.
Quindi, rimane di sperare che in un prossimo futuro nascano molto meno creditori e più debitori perchè i furbissimi si possano estinguere, e che chi nasce sulla terra è solo un ospite a cui niente è dovuto ma che è tutto da meritare.
23 febbraio 2009
Commento su L'espresso "Qualche suggerimento a Dario Franceschini" Gino Spadon
Caro Franceschini,
sono stato e sono ancora un uomo di sinistra, sono tra quelli che hanno sempre lottato per i diritti delle persone e il rispetto della Costituzione.
Le voglio raccontare un aneddoto.
Io e mio fratello nel lontano 1984, per amore dello sport, rilevammo la gestione di una palestra, dove si faceva karate e pesistica. La vecchia gestione era nelle mani di una persona, che aveva fatto della palestra un luridume, frequentata da giovani poco educati all’ambiente sano. Quindi, la palestra era scarsamente igienica e mal frequentata.
Allora, parlando con mio fratello, dissi che era il caso di ripartire da zero se volevamo dare una svolta al locale e al suo nome.
Così rendemmo igienico l’ambiente, mettemmo in sicurezza il locale e vietammo l’ingresso a tutti coloro che non osservavano il regolamento. Ed iniziammo la nostra gestione facendo lezioni ad un solo iscritto. Dopo meno di un anno, stringendo i denti, con qualche sacrificio in più, diventammo la palestra più numerosa e più accreditata della città.
Ora, facendo un raffronto con la situazione attuale del PD, lei si trova, fatte le dovute proporzioni, allo stesso modo di come eravamo partiti io e mio fratello.
Se vuole dare realmente una svolta al suo pseudopartito, per farlo diventare un partito serio e forte, dovrebbe fare una bella pulizia tra coloro che del bene del partito non sono interessati affatto. Poi, fare un programma con pochi ma basilari punti importanti: laicità del partito, opposizione seria e dura ad un governo autoritario, proposte convincenti come: aiuti alle imprese che mantengono o aumentano i posti di lavoro, severa battaglia agli evasori fiscali, aiuti concreti ai redditi bassi e medio bassi, giustizia uguale per tutti con tempi più rapidi per le cause, maggiore organizzazione delle forze dell’ordine coordinate tra loro e non separate, la pubblica amministrazione più efficente e meritocratica, diminuzione dei parlamentari e degli stipendi dei parlamentari e dei consulenti, candidati con fedina pulita, libertà di scelta e di autodeterminazione secondo coscienza per temi che toccano le sensibilità delle persone senza obbligo di ingerenza della politica(caso Englaro), la politica distinta dalle religioni e dai dogma che rispondono ad una concenzione della vita basata su verità non dimostrate ma imposte per credo, coinvolgere i giovani a partecipare alla vita politica e sociale per diventare protagonisti del loro futuro, opporsi con forza a leggi che non rispettano la democrazia dello Stato e dei cittadini, proporre una legge seria sul conflitto d’interesse, incentivare alla scelta delle energie alternative al petrolio, creare nel mezzogiorno infrastutture che possano realmente dare slancio ad un sud ricco di cultura di paesaggio di energie e di intelligenze, combattere con energia la criminalità e la corruzione creando la fiducia nello Stato con leggi che fanno pagare i delinquenti e premiano le persone per bene e meritorie, una televisione pubblica separata dalla politica con trasmissioni che premino la cultura e il sapere, attenzione particolare alla scuola e alla ricerca per premiare i meritevoli e invogliare gli altri a diventarli, una politica estera impegnata nella pace e nella concordia dei popoli con maggiore attenzione ai paesi più poveri. Insomma, diventare un grande partito per creare una società più seria, più viva, più democratica, più produttiva, più meritoria, più educata e più giusta.
Le auguro e mi auguro che il Pd possa diventare davvero una grande forza seria per il bene del nostro paese malgovernato da sempre ed oggi più che mai.
Un caro saluto
22 febbraio 2009
Commento su L'espresso "Il grande inciucio di Sanremo" Pasqualantonio Pingue (Pisa)
Signor Pasqualantonio,
sono d’accordo con lei sul personaggio Bonolis e sulla combriccola Mediaset-Rai.
Tutto già programmato a tavolino, compresa la vittoria del ragazzo Carta.
Credo che sia necessario staccare la spina.
Per quanto mi riguarda sono poche le trasmissioni che mi sforzo di vedere. In questa settimana non c’è stata possibilità di alternativa al festival, che puntualmente io continuo a non vedere, se non per sporadici tratti perchè richiamato da mia moglie, per guardare qualche scena o ospite di riguardo come lo è stato Benigni.
Ebbene, proprio su Benigni la signora Zanicchi oggi in una trasmissione pubblica della rai, pare abbia mosso delle accuse per averla offesa sulle battute pronunciate dal famoso comico sulla sua canzone, nella quale si fa riferimento alla frase “non voglio amore, ma dammi tutto il resto, però non finire presto”, intendendosi per il resto sesso in continuazione. Quindi, secondo la cantante, Benigni non doveva ironizzare sulla canzone, prima che questa venisse cantata e che da comico non deve prendersela sempre con Berlusconi.
In questo suo discernere, era spalleggiata dal sempre presente Sgarbi, il quale rimproverava Benigni di fare politica in televisione come comunista attraverso la televisione pubblica e pagato pure profumatamente. Mentre lui e la signora Zanicchi possono farla sempre perchè politici.
Peccato che queste persone abbiano la memoria corta.
La signora Zanicchi come personaggio dello spettacolo (non ancora politico) promosse la pubblicità in favore del voto a Berlusconi e il signor Sgarbi come critico d’arte ha utilizzato sempre la televisione per diventare politico.
Che brava gente!
11 febbraio 2009
Commento su L'espresso "Il catechismo tra assolutismo e relativismo" Matteo Margulis
“Quando il dubbio mi assale ho la ragione dalla mia parte, quando la certezza mi prende perdo ogni ragione d’essere.” (R.I.)
Il problema della chiesa è credere di avere la certezza della verità. Ma poi la verità si dimostra sempre relativa.
Quando l’uomo è messo di fronte ad una scelta esistenziale e di verità, cede il passo al dubbio. Lo ha fatto anche Gesù in croce: ” Padre mio, perchè mi hai abbandonato?” Lo ha fatto Madre Teresa di Calcutta, dopo aver speso una vita ad aiutare gli ultimi e gli umili.
Il papa si arroga un diritto che non può essere dato all’uomo. Se egli è un credente, si affidi alla volontà superiore, cioè al suo Dio, rispettando il libero arbitrio degli uomini. Non interpreti, secondo una sua convenienza parole o frasi mai pronunciate da Dio, in quanto non si conosce alcuna certezza della sua esistenza (se lo immaginiamo a nostra immagine), nè dei suoi dettami. Noi abbiamo conosciuto, tramite i vangeli, il Gesù uomo, che non mi pare abbia mai mostrato opulenza, ma molta umiltà e sacrificio.
Un buon bagno di umiltà, vivendo tra noi e come noi nel bene e nel male, darebbe a questi signori la giusta misura di cosa vuol dire praticare continuamente scelte, perlopiù obbligate dalla cruda realtà.
