01 marzo 2013

Elezioni Politiche 24-25 Febbraio 2013.

                                                  Cabina elettorale

 
Dopo le elezioni ebbene fare un'analisi del voto per dare il giusto peso e la giusta indicazione espressi dagli elettori italiani. Perciò vediamo come il 24-25 febbraio sono andati i voti.
Per la Camera gli elettori aventi diritto erano 46.905.154, i votanti sono stati 35.271.541 pari al 75,19%.

Centrosinistra:          10.047.808     29,55%   PD    8.644.523   25,42%    3°  Partito
Centrodestra:             9.922.850     29,18%   PDL  7.332.972   21,56%    4°  Partito
Movimento 5 Stelle    8.689.458     25,55%                                                2°  Partito
Lista Monti                3.591.607     10,56%                                                5°  Partito
Altri e schede b.e n.   3.019.818       8,56%                                                    
Non votanti              11.633.613     30,28%                                1° Partito assoluto   

Per il Senato gli elettori aventi diritto erano 42.270.824, i votanti 31.751.350 pari al 75,11%.

Centrosinistra              9.686.471    31,63%    PD    8.400.161  27,43%    2° Partito
Centrodestra               9.405.894    30,72%    PDL  6.829.587  22,30%    4° Partito
Movimento 5 Stelle     7.285.850     23,79%                                               3° Partito
Lista Monti                  2.791.486      9,13%                                                5° Partito
Altri e schede b.e n.     2.473.112      7,79%                                                     
Non votanti                10.519.474    33,12%                              1° Partito assoluto      

Quindi si evince che il primo partito in Italia in assoluto è il partito del non voto sia alla Camera che al Senato con la somma totale di                                                                      22.153.087
Secondo partito risulta  Partito Democratico con la somma totale di  17.044.681.
Terzo partito risulta il Movimento 5 Stelle con la somma totale di:      15.975.308
Quarto partito risulta il Partito della Libertà con la somma totale di    14.162.559
Quinto partito Lista Monti con la somma totale di                               6.383.093
Considerazione finale è che su 89.175.978 voti il Centrosinistra ha ricevuto voti pari a 19.734.279.
Il Centrodestra ha ricevuto voti 19.328.744.
Il M5S ha ricevuto 15.975.308 voti.
Conclusioni ha vinto la coalizione del Centrosinistra che ha ottenuto più voti.


18 febbraio 2012

C'è bisogno di un cambiamento. L'Europa ha un ruolo importante.

Europa

L'Europa, il continente che con la sua storia e la sua cultura hanno influenzato notevolmente tutto il mondo civilizzato. La sua posizione centrale, rispetto agli altri continenti, e la penetrazione del mare hanno sempre favorito le comunicazioni fra le popolazioni delle diverse nazioni e le migrazioni verso altri territori del mondo. Un clima per buona parte benevole, inoltre, ha fatto sì che divenisse densamente abitata. Tutto questo le ha permesso di essere sempre al centro degli interessi internazionali. Ora però, si trova a combattere una situazione economica e politica critica: la scelta di un cambiamento, che certamente potrebbe cambiare la storia del Pianeta.
Le risorse non sono infinite e per tutti, quindi bisogna pensare ad un sistema di vita e di società che non può più avere due livelli di condizioni opposti: i ricchi che speculano e i poveri che subiscono. Anche perchè i ricchi sono sempre di meno e più ricchi, mentre i poveri sono sempre di più e sempre più poveri. Non solo, ma i beni sono sempre di più in mano ai privati ricchi e meno ai privati poveri e meno allo Stato amministratore. Perciò, esiste una abnorme ingiustizia che dovrà portare alla dissoluzione un modello sociale, non più tollerabile. La prova è che nel mondo tutti gli Stati sono in fermento, in quanto stanno capendo e discutendo che c'è bisogno di un cambiamento. La svolta deve esserci per forza di cose. Solo che ci vorrebbe quella che tutti noi ci auspichiamo. E cioè quella che non ci dovrebbe essere alcuna distinzione di classe e di benessere, ma tutti dovremmo godere in egual misura delle risorse e dei benefici che il mondo ci mette a disposizione. Insomma, una società a misura di uomo, consapevole che la partecipazione di ognuno nel rispetto degli altri, porta certamente ad una vita sobria ma piena di soddisfazioni e di umanità. Una umanità che non siamo più capaci di riconoscere.

04 gennaio 2012

I politici italiani chiedono sacrifici ma non per loro.

Politici attenti al loro stipendio.

Sul sito del ministero della Funzione Pubblica, sono stati resi noti i risultati dell'indagine della commissione presieduta da Giovannini, presidente dell'Istat. La commissione aveva il compito di comparare gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli europei per operare eventuali adeguamenti. Dai risultati emerge che i parlamentari italiani ricevono un'indennità superiore rispetto ai loro colleghi tedeschi, inglesi e spagnoli, ma i meccanismi e i criteri per il calcolo delle indennità parlamentari nei vari paesi sono talmente diversi da renderli di non facile lettura.
In Italia l'indennità parlamentare lorda per i deputati è di 11.283 contro i 7.100 euro della Francia, i 2.813 della Spagna, 8.500 nei Paesi Bassi, 7.668 in Germania. A cui si aggiunge in Italia una diaria da 3.500 euro. Sono però minori le spese accessorie, in particolar modo quelle dei collaboratori: rientrano per i deputati nostrani fra le spese di segreteria e rappresentanza, 3.690 euro al mese. Mentre per esempio in Francia un deputato può spendere fino a 9.100 euro al mese per i collaboratori, in Germania sono pagati dal Parlamento per un totale di 14.700 euro, in Austria sono dipendenti della Camera.
Per la Commissione dunque i dati raccolti sono insufficienti per capire se e quanto tagliare. Perciò essa non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l'accuratezza richiesta dalla normativa.
Le presidenze di Camera e Senato hanno fatto capire che non interverranno sulla voce principale, né sulla diaria da 3.500 euro. Invece vorrebbero intervenire sulle spese per collaboratori e portaborse decurtando quei 3.690 euro al mese.
Nell'attesa, tutto questo, però non può bastare, se si vuole affrontare la questione seriamente. Si devono affrontare anche altri dolorosi capitoli di sprechi e privilegi che regnano sovrani nella pubblica amministrazione: la riduzione del numero dei parlamentari, l'abolizione dei vitalizi, abolizione delle province, enti inutili, auto blu, acquisti di beni e servizi, regioni e province a statuto speciale, stipendi dei manager pubblici e via discorrendo.
Non si possono chiedere dall'oggi al domani sacrifici lacrime e sangue agli italiani, anche ai meno abbienti, e poi chi li chiede non si tocca neanche un centesimo, pur ricevendo stipendio e benefici da signori, pagati profutamente dagli italiani onesti e operosi.


13 novembre 2011

Chiuso il berlusconismo bisogna voltare pagina.

Berlusconi dimissionato

O
ggi è una bella giornata, il sole splende. C'è qualcosa nell'aria che fa respirare una certa speranza. Ieri si è consumata una fase lunga di 17 anni che ha tenuto il Paese nell'immobilismo e nell'incertezza. Sono stati consumati e persi anni di possibile rinnovamento di una politica, che già aveva mostrato la sua debolezza e la sua incapacità di governare un grande Paese come l'Italia. Si è voluti credere di cambiare in meglio la società, dando carta bianca ad un signore abituato a fare promesse che non poteva mai mantenere, con un conflitto d'interesse enorme perchè potesse essere disinteressato a promuovere leggi che non lo avrebbero favorito. Questo ha condizionato e di molto la politica italiana, non avendo una opposizione capace di ribaltare una cultura affaristica e individualista. Complici anche i poteri che hanno cavalcato questo malsano e tragico percorso.
In questa nuova giornata di Novembre, una cosa è certa, che il mandante di questo disastro, finalmente, è stato costretto a dare le dimissioni. Non ci potevano riuscire le opposizioni perchè numericamente in minoranza, in quanto i parlamentari nominati dai partiti, e non eletti da nessuno, avevano l'esigenza di salvare il vitalizio e i loro interessi personali, non essendo obbligati a rispondere agli elettori. Sicuramente sono stati 17 anni bui della politica, per nessuna ragione al mondo si può pensare di gestire l'amministrazione dello Stato come se fosse un azienda. E non si può pensare che l'incarico da premier possa essere il mezzo per farsi leggi a proprio uso e consumo. In Italia come in Europa e nel mondo, c'è bisogno di mettere in primo piano la solidarietà tra i popoli e tra la gente. Non si può pensare di lasciare nelle mani del capitalismo del libero mercato, le sorti di un popolo o di un pianeta. Bisogna iniziare a capire che essere troppo ricchi ed essere troppo poveri crea indubbiamente una crisi del sistema che non può reggersi senza equità e senza il rispetto delle persone. Speriamo che si possa voltare pagina, senza affidarsi troppo ad una prersona, ma cambiando la cultura individualista nell'interesse collettivo.

05 novembre 2011

Perchè sempre sulle pensioni dei lavoratori e sui poveri onesti?

Anziana in cerca di cibo

L
e leggi non si fanno solo sugli altri ma si fanno per tutti. Se c'è questa emergenza di voler toccare le pensioni, la panacea di tutti i mali, secondo gli illustri onorevoli, economisti, opinionisti, imprenditori ecc..., perchè non fare prima la legge di togliere i privilegi a chi per primis fa le leggi, come il vitalizio e le agevolazioni? E perchè non si fa pagare la patrimoniale a chi è ricco abbastanza? E perchè non si fa una seria politica per la corruzione e per l'evasione? E perchè non si combattono seriamente le mafie? E perchè non dare ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio candidato? E perchè la politica deve essere intesa come un mestiere, dal quale lucrare? E perchè la rendita finanziaria non deve essere tassata più del reddito da lavoro? E perchè si devono pagare pensioni ricche, quando chi sta a riposo non produce, ma deve pensare a vivere una vecchiaia dignitosa? E perchè non si crea uno Stato veramente efficiente, fatto da persone che lavorano per la collettività e non per alcuni? E perchè non si investe sui cervelli e sulla meritocrazia? E perchè un giovane deve essere costretto ad essere mantenuto dalla famiglia, quando lo Stato dovrebbe provvedere a creare opportunità di lavoro, una formazione professionale e un minimo garantito di sufficienza economica? E perchè quando si parla di pensioni, non ci si accorge di tutte quelle persone anziane sole, che muoiono senza che nessuno s'interessi a loro? Perchè non creare strutture per accogliere queste persone e farle vivere con gli altri, senza bisogno di dare delle pensioni, ma farle vivere gli ultimi anni di vità accuditi e curati, con dignità e affetto?

29 ottobre 2011

Incominciare una fase nuova per il benessere comune.

La sorgente

L
a maggior parte dei cittadini italiani, ma mi permetto di dire anche nel mondo, desiderano fare una vita normale. E per normale s'intende: studiare, lavorare, curarsi, avere un tetto, vestirsi e nutrirsi dignitosamente. Il tutto in un ambiente possibilmente sano, nel quale trovare e sfruttare le risorse sufficienti per godere di questi beni essenziali. Per raggiungere questo semplice obbiettivo, bisogna che una società socialmente evoluta comprenda, che non ci può essere grande divario da chi gode di grandi privilegi e ricchezze, e chi invece non gode di alcun elementare bisogno naturale di sopravvivenza. Questo principio è fondamentale perchè si possa vivere tutti, e dico tutti, in un clima di serenità e di amor comune. La società è formata da singoli cittadini e da nuclei famigliari, questi fanno parte delle risorse umane, dai quali estrarre il benessere che poi serve a tutta la comunità. In una società che si rispecchia in questi valori di solidarietà, ci deve essere una dirigenza composta da uomini molto capaci, i quali in primis devono dare l'esempio di come responsabilmente, si può condurre un popolo a traguardare l'orizzonte del benessere comune, nella visione dell'onestà, della lealtà, della legalità e di una democrazia aperta a valori di libertà nel rispetto degli altri.
Ad oggi non ho mai visto e nè la storia ci ha dato modo di sapere, che l'uomo abbia mai compreso questa semplice ed elementare logica dello stare bene insieme. Anzi, in alcuni casi il progresso tecnologico, e non mai quello sociologico, ha peggiorato la condizione sociale degli individui, raggruppando in poche mani un potere economico stratosferico, che condiziona e impedisce il formarsi di una società dell'umano rispetto di convivenza e di convenienza di vita solidale.
Allora, e mi rivolgo a tutti, ma soprattutto a chi sente il dovere di rappresentarci, consiglierei di lasciare da parte il proprio egoismo e incominciare a seguire la strada dei veri valori della nostra esistenza, rispettando le opinioni e i suggerimenti, raccogliendone i frutti più sani e più sostanziosi per dare avvio ad una fase nuova, che porti tutti i cittadini ad essere più laboriosi e più umili nel rispetto delle leggi, che abbiano come scopo una vita dignitosa per tutti. In una vera società democratica non ci può essere un capo, a cui si lasciano tutte le decisioni, ma la responsabilità di decidere della vita di ognuno di noi, deve essere nelle mani di ogni cittadino, partecipando in prima persona al rispetto delle regole per una migliore e salutare sopravvivenza su un paradiso chiamato "Terra".

24 ottobre 2011

Ancora riforma delle pensioni. Basta!


Merkel e Sarkozy

Più che una riforma delle pensioni, che poi si concentra sull'età pensionabile più alta, si dovrebbe fare la riforma sul welfare, garantendo a tutti i cittadini un minimo di reddito e la fruizione di servizi sociali indispensabili. Ma per fare questo, insieme alla lotta all'evasione, alle liberalizzazioni, alla lotta della corruzione, agli sprechi della politica, al taglio dei privilegi, alla patrimoniale per i più benestanti, bisogna cambiare i politici e tutti coloro che si sostengono da essi. Si ha bisogno di un nuovo modo d'intendere la vita sociale ed economica. Non più leggi in favore dei grandi gruppi e dei grandi finanzieri, ma una politica fatta dai cittadini e per i cittadini, che lavorano, studiano, si curano e si divertono. Una società del benessere comune e della collettività. Niente personalismi ma dare merito alle intelligenze per utilizzarle in favore della comunità e dei più deboli. Ormai, c'è in gioco la sopravvivenza dei popoli e dello stesso pianeta. Pianeta che stiamo maltrattando e distruggendo, non sapendo che chi ne pagheranno le spese siamo noi e solamente noi, ricchi o poveri, forti o deboli, intelligenti o stupidi. Ogni popolo deve poter sfruttare le proprie risorse e il proprio territorio, collaborando con gli altri popoli per scambiarsi le nuove idee e le nuove tecnologie, nel rispetto reciproco e per la salvaguardia dei diritti inalienabili delle persone. Se non si capisce questo, vuol dire che siamo perduti, tutti.