06 maggio 2008

Commento su L'espresso "Visco se n'è andato e un regalo ci ha lasciato". (Rocco Boccadamo)

Raffaele Innato ha scritto: 5 Maggio, 2008 20:07
Io non trovo strano che si pubblicano le dichiarazioni dei redditi. Chi guadagna onestamente dal suo lavoro, non vedo alcun motivo di preoccupazione. Coloro i quali si aggrappano alla privacy, evidentemente hanno qualcosa da nascondere. Gli stessi amministratori del Codacons, se portano con convinzione delle battaglie sui diritti, dovrebbero pretendere che si rendano pubblici i redditi delle persone, così da avere un osservatorio più realistico di chi guadagna di più e chi guadagna di meno, o meglio, chi dichiara di più e chi dichiara di meno. Se vogliamo vivere in una vera democrazia, dobbiamo avere il coraggio di guardarci nelle palle degli occhi e dirci la verità. Altrimenti, si ricade sul paradosso che è molto giusto quando colpisce gli altri ed è molto sbagliato quando colpisce noi. Dico al Codacons di non chiedere i 20 miliardi di euro dallo Stato e quindi, dalla comunità che paga regolarmente le tasse, ma di pretendere con forza dai tanti furbetti (ce ne sono dappertutto, anche nelle sedi meno sospette…) di pagare per intero le tasse sugli introiti riscossi, così noi dichiaranti onesti potremo pagare meno tasse, pari ad un valore che supererebbe certamente i 520 euro richiesti, e che mai arriveranno nelle nostre già svuotate tasche. Evviva la sincerità e crepi l’avarizia!

Raffaele Innato ha scritto: 6 Maggio, 2008 18:51
C’è uno strano modo d’intendere le cose. Il Visco, con tutti i suoi difetti personali, ha reputato opportuno mandare su internet le dichiarazioni dei redditi in nome della democrazia. Subito, i signori dell’IVA e delle dichiarazioni ad personam, si sono scagliati contro, nascondendosi dietro la legge sulla privacy come un oltraggio alla morale e all’etica subita. Poi, vai a vederli nella vita di tutti i giorni, e ti accorgi che sono i primi a non desistere dal mostrare i loro beni (case, ville, barche, automobili di lusso, ecc…), ed a pavoneggiarsi per i viaggi, le feste, i vestiti firmati ed altro, in barba a chi, pur faticando più di loro, deve tirare la cinghia per permettere a lor signori di divertirsi e di lamentarsi alla bisogna. Un bel modo d’ interpretare la democrazia!

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