19 settembre 2008

Da L'espresso "Il mio maestro unico era un estorsore."



15 commenti:

zcollide ha detto...

zcollide:
20 Settembre, 2008 00:24
Beh le è andata bene allora, e per due motivi almeno: avrebbe potuto avere tre maestri invece di uno (quindi chissà quante penne) e magari, per assurdo, nessuno dei tre avrebbe potuto insegnarle così bene scrittura creativa, cosa che invece va riconosciuta al suo vecchio insegnante.

mario ha detto...

mario:
20 Settembre, 2008 03:05
Caro Raffaele lei ha un “innato” senso del ridicolo, ammesso che lei dica il vero mi e le chiedo dove un alunno di pochi anni prendesse il denaro per pagare l’estortore? Nessuno degli alunni in famiglia parlava di quanto accadeva a scuola? Le famiglie uscivano il denaro senza chiedersi il fine? ecc ecc. Non mi dilungo, non mi piace perdere del tempo, problema che invece in redazione non si pongono, altrimenti non darebbero spazio a simili idiozie
P.S. Perchè omettere il nome del maestro? Quali ragioni di opportunità lo vietano? Omertà? Bugia? Io andrei dai Carabinieri altro che opportunità

Salva Tores ha detto...

Salva Tores:
20 Settembre, 2008 07:59
La simpatica lettera mi ricorda, invece, un fatto molto recente avvenuto sempre a Taranto. Riguarda la preside di una scuola ed i suoi professori. Più precisamente mi riferisco all’ ex-sindaco Di Bello ed ai suoi assessori, tutti di Forza Italia, che hanno dilapidato tutto quello che stava da prendere mandando sul lastrico l’ intero Comune. I dipendenti comunali per diversi mesi non hanno percepito lo stipendio ed il Governo Italiano del buon Prodi ha dovuto rimpinguare le casse comunali di Taranto per far funzionare la nuova amministrazione gestita dal nuovo sindaco di Rifondazione Comunista.
La Di Bello non sta in galera, ma circola tranquillamente per le strade incipriata e con un marcato rossetto.
Chissa’ quanta gente sta in carcere per il furto della solita mela.

Salva Tores ha detto...

Salva Tores:
20 Settembre, 2008 08:33
Siamo alle pezze. Dopo aver ridotto la scuola al maestro unico, il povero Silvio Berlusconi è rimasto senza avvocati. I suoi due avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, retribuiti dalle casse del Parlamento, non hanno potuto presenziare all’ udienza fissata a Milano per il processo contro Silvio Berlusconi e David Mills.
I due avvocati si sono difesi dicendo che loro sono prima di tutto pagati dal Parlamento e poi da Silvio Berlusconi. Per una questione di priorità hanno dovuto partecipare alle riunioni della commissione Giustizia la cui presidente è Giulia Buongiorno di AN che segue anche il processo dell’ omicidio di Perugia. Insomma a chi tutto e a chi niente, c’è chi mangia a due ganasce e chi rimane a pane in corpo. In aiuto di Berlusconi è dovuta intervenire d’ ufficio l’ avv. Chiara Zandi, una ragazza di 28 anni, che ha ottenuto il rinvio del processo al 27 settembre. Povero Berlusconi, come si è ridotto, alle pezze.

Mario Nieddu ha detto...

Mario Nieddu:
20 Settembre, 2008 08:53
Al “racconto” riportato se ne possono afiancare altri ancora più crudi o di taglio diametralmente opposto. Il maestro Unico o Triplo è una questione economica di cui non mi intendo.Ciò di cui sono sicuro invece è che il bambino ha diritto al gioco a ad una istruzione di base solida.Non diamogli migliaia di nozioni scritte sulla battigia. Diamo al bambino le necessarie basi di grammatica, matematica, storia, geografia e facciamolo giocare con i compagni di classe, giocare, giocare, giocare….magari parlando una lingua straniera.
Mario Nieddu

venessio ha detto...

venessio:
20 Settembre, 2008 09:20
Questo miserabile era sicuramente un maestro unico in tutta Italia.

Annamaria ha detto...

Annamaria:
20 Settembre, 2008 09:34
Insegno da moltissimi anni e ogni tot ho visto introdotta una riforma con tanto di circolare ministeriale accompagnatoria che spiegava quanto buona e a favore del discente fosse la riforma di quell’anno. In seguito si scopriva che serviva solo a risparmiare o a tenersi buoni gli elettori. Mai, dico mai, qualcosa che avesse una progettazione seria, uno studio di fattibilità, uno studio sulle ricadute della riforma stessa. Riforma dopo riforma, come nel giro dell’oca, siamo arrivati al grembiulino, al 5 in condotta e al maestro unico. In pratica al punto di partenza senza toccare mai la casella della serietà. La riprova? La diffusione dell’ignoranza della violenza e della cultura della dipendenza. La tragedia è che questa è la condizione comune a molti paesi europei. Come insegnante di lingue conosco bene la realtà delle scuole in Germania e in Inghilterra e ve lo posso assicurare in tutta onestà: la ripa per la quale sono messi è scoscesa quanto quella italiana. In un sistema basato sul libero mercato non si possono desiderare sfrenati consumatori di merci e contemporaneamente avere delle menti pensanti. Gli uni escludono l’esistenza degli altri. La schizofrenia è il risultato certo.

boxaldo ha detto...

boxaldo:
20 Settembre, 2008 10:23
Bellina questa!! il maestro estorsore! un motivo più che valido per osteggiare il ritorno al maestro unico! si riempirebbero le scuole di estorsori!
Certo che l’imbecillità umana non ha limiti….

Fab1963 ha detto...

Fab1963:
20 Settembre, 2008 15:07
Gentile signor Raffaele,
anche la figura di un maestro tarantino estorsore adesso nel pantheon dei settentrionalisti ad oltranza, dei leghisti insomma. E li immagino a dire che il maestro unico, visto che i moduli attuali sono spesso composti da meridionali (sottacendo però che i settentrionali i concorsi li fanno un po’meno perchè hanno altre possibilità di guadagno) almeno preserverà i poveri innocenti bambini del nord (a quando la definizione di “ariani”?) da associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione. Poveri insegnanti onesti che con 1200 € mensili cercano dignitosamente di vivere e non sfigurare..
Ma quante Italie sono contenute in questo caleidoscopio tricolore (stinto) che chiamiamo Repubblica Italiana?
Tante, ma così tante che la fantasia non basta più.

Stella ha detto...

Stella:
20 Settembre, 2008 17:40
Trovo l’ idea del maestro unico molto assurda. Il mondo diventa sempre più complesso, e si pretende che una persona riesca a coprire adeguatamente tutte le materie? In Germania è normale che ci siano diversi insegnanti perché ognuno di solito è qualificato per due/tre materie ed insegna quelle.
Di fronte a questa decisione mi chiedo se qui gli insegnanti abbiano una preparazione extraterrestre che gli consente di essere qualificati per tutte le materie, cosa che i loro colleghi all’ estero non riescono a fare, oppure se qualche politico pensi che per le elementari una buona preparazione dei insegnanti non sia importante?
Inoltre penso che per i bambini sia positivo avere più di un maestro, perché quelli bravi e meno bravi ci sono sempre, e pure quelli con cui uno si trova più o meno bene. Averne più di uno fa sì che generalmente se se ne ha uno meno bravo è probabile che in un altra materia ce ne sia uno bravo, e che se con uno non ci si trova proprio, con l’ altro il rapporto invece può essere molto positivo. Penso che ciò sia importante sia per l’ apprendimento ma anche a livello psicologico.

aubergine ha detto...

aubergine:
20 Settembre, 2008 18:06
Sconsiglierei vivamente di usare questo aneddoto come argomento per scongiurare il ritorno del/della MU.

Stella ha detto...

Stella:
20 Settembre, 2008 21:39
@ Annamaria
avrai senz’ altro fatto le tue esperienze con le scuole all’ estero, ma io in Germania ci vivo e non mi ritrovo proprio in ciò che scrivi.
I problemi scolastici in Germania ci sono, ma riguardano soprattutto la scarsa capacità del sistema tedesco di livellare le differenze sociali. Tra gli alunni più in difficoltà purtroppo ci sono quelli italiani, perché i loro genitori (gran parte della quale purtroppo non ha una buona preparazione scolastica) non sono in grado di seguirli adeguatamente e gli aiuti del sistema non bastano. Lì c’ è veramente bisogno di interventi perchè c’ è una forbice troppo grande tra certe categorie di alunni.
Per quanto riguarde le lingue straniere invece già vent’ anni fa c’ erano scuole elementari nelle quali si insegnava l’ inglese, e sta diventando lo standard, come l’ uso dei computer. Le scuole sono attrezzatissime. Mi capita spesso che dei conoscenti mi chiedano come mai cosi pochi italiani (per di più in un paese per il quale è importante il turismo) parlino l’ inglese, e come mai parlino poche lingue straniere in generale. Non so mai cosa rispondere.
Ho il massimo rispetto per gli insegnanti, per la più gran parte persone di grande professionalità, ma se avessi dei figli non avrei dubbi dove mandarli a scuola. La differenza è il sistema, e quello italiano ha diversi problemi gravi, uno tra i quali in modo indegno in cui sono trattati gli insegnanti.

Raffaele Innato ha detto...

Raffaele Innato:
21 Settembre, 2008 12:14
Mi corre l’obbligo di precisare che la vicenda in oggetto è realtà. Ho voluto raccontare un fatto accaduto circa 50 anni fa.
Ricordo agli scettici e ai superficiali, che stiamo parlando di un contesto sociale diverso dall’attuale. La televisione non la possedeva quasi nessuno, il telefono idem, internet non esisteva, la radio non era un mezzo di grande diffusione, l’auto era una chimera…Eravamo usciti da una guerra disastrosa voluta dal pensiero “unico” di un personaggio unico. Eravamo in un periodo di ricostruzione con l’analfabetismo a livelli disastrosi. Noi bambini di allora, per necessità, andavamo a lavorare nelle piccole botteghe come garzoni per guadagnarci la “settimana” e imparare un mestiere. Io, per fortuna ero uno dei privilegiati, ci andavo solo d’estate. Le scuole erano sprovviste di riscaldamento e di strutture adeguate, i maestri usavano ancora la bacchetta (da non confondersi con quella magica del sig. B.) per bacchettare noi alunni. Il clima che si respirava non era molto roseo e c’erano ancora i residui postfascisti. La maggior parte delle abitazioni erano fatiscenti, la gente per lavorare era costretta ad emigrare, la povertà si toccava a tutti i livelli e la gente si arrangiava come poteva. Il mio maestro unico (prof. G…) molto probabilmente deceduto, diciamo che come uso di espedienti esagerava, commettendo reato e abusando di una posizione di privilegio per arrotondare uno stipendio che, allora , era sufficientemente remunerato da permettergli una vita dignitosa. Questo suo atteggiamento da estortore, non ha prodotto in noi bambini, un insegnamento nobile e moralistico, anzi, in talune occasioni, poteva essere emulato da noi per commettere reato.
Quindi, la morale di questa triste vicenda si può riassumere che in tutte le cose della vita, in modo particolare nelle professioni di grande responsabilità e importanza strategica come la scuola, per un popolo che vuole essere democratico, evoluto, rispettoso, moderno e tecnologicamente avanzato, “quattro occhi vedono sempre meglio di due” e due maestri concettualmente sono meglio di uno solo, per evitare che l’insegnamento di un’unico pensiero possa risultare nefasto a bambini che per loro natura sono sempre indifesi.

zcollide ha detto...

zcollide:
23 Settembre, 2008 22:38
Sennò si potrebbero mettere un maestro e due carabinieri, non le sembra persino più sicuro. O magari cinque.
Potremmo chiamare la scuola “Alitalia”, è un’altra buona idea no?

Andrea Ruini ha detto...

Andrea Ruini:
25 settembre 2008 alle 13:33
In un articolo di oggi sulla Stampa, il professor Ricolfi afferma di non capire “l’incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare”.
Lo stupore di Ricolfi nasce da due ragioni distinte. “La prima è che, andando a controllare le cifre si scopre che la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni. Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno. Né si vede su quali basi l’opposizione agiti lo spettro di una riduzione degli insegnanti di sostegno, o della chiusura delle scuole di montagna”. C’è poi un secondo motivo per cui è incomprensibile lo tsunami anti-Gelmini di queste settimane: “i critici danno per scontato che la scuola elementare così com’è vada bene, e che l’introduzione del maestro unico sia una scelta didatticamente sbagliata. Può darsi, ma non ne sarei così sicuro, e vorrei spiegare perché. Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo. E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all’università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un’argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici (in una parola sono «ignoranti», secondo la bella definizione del libro di Floris uscito in questi giorni: “La fabbrica degli ignoranti”, Rizzoli). In breve i ragazzi spesso sono debolissimi proprio nell’organizzazione del pensiero e nella padronanza del linguaggio, ossia precisamente in ciò che avrebbero dovuto acquisire nei cinque anni di scuola elementare. Il sospetto è che la scuola elementare di oggi, pur essendo perfetta come luogo di socializzazione e di ricreazione, sia ben poco capace di trasmettere conoscenze e formare capacità, ivi compresa la capacità di concentrarsi, di ordinare le idee, di autovalutarsi, di mettere impegno in attività non immediatamente gratificanti”.
Conclusione di Ricolfi? “Nessuna, solo una preghiera: anziché fare dello spirito sul grembiulino e del terrorismo sul tempo pieno, proviamo a riflettere seriamente - ossia senza preconcetti ideologici - sui vizi e le virtù della nostra scuola elementare”.
Finalmente parole di buon senso e di saggezzo, su cui credo varrebbe la pena meditare.