16 settembre 2008

Commento su L'espresso "Si faccia avanti la classe dei semplici” (Fabio Sicari)

Raffaele Innato ha scritto: 15 Settembre, 2008 19:49
Più che di uomini semplici, noi avremmo bisogno di una vita più semplice. La persona semplice è priva di malizia, è ingenua, modesta e alla buona. Quindi, non ci possiamo aspettare che la classe dei semplici si scuota. Altrimenti, non potremmo chiamarli più semplici. Il mondo dei furbi, che fa il proprio vantaggio con accortezza e scaltrezza, per l’uso personale, ha avuto sempre la meglio sul mondo dei semplici. La storia millenaria insegna: nella politica, nelle religioni, nell’economia e nel sociale, come i furbi hanno predominato e dominano ancora. Inventano o spaventano con teorie personalizzate i popoli dei semplici per trascinarli al loro volere, creando un capro espiatorio da sconfiggere per il benessere e l’aspirazione individuale.
Invece, sarebbe opportuno e necessario affidarci alla nostra capacità di esseri intelligenti e pragmatici. Dovremmo capire che la vera ricchezza dell’uomo non è il potere o il danaro o l’individualismo fine a se stesso, ma è racchiusa nella semplicità dei valori dei diritti umani, riconoscendo il rispetto della natura, dell’uomo, dell’individualismo come contributo intellettivo in favore della solidarietà umana. Senza la quale nè un mondo di semplici nè un mondo di furbi potranno sentirsi mai forti e certi per una lunga e salutare soppravvivenza.

1 commento:

Antonio ha detto...

antonio:
16 Settembre, 2008 08:28
LA CLASSE DEI SEMPLICI
Sento di appartenere al mondo dei semplici, cioè di quelle persone buone, modeste e senza malizia. Di quelle persone che hanno come punto di riferimento una grande concezione dei valori come l’onestà, la correttezza, la lealtà, la legalità. E con rammarico devo ammettere che questo mondo è in via di estinzione, grazie alla grande espansione che sta avendo il mondo dei furbi.
Fabio ci vuole scuotere per recuperare alla civiltà almeno una parte di quei valori che ci caratterizzano. E io lo ringrazio per la sua sollecitazione. Ma Raffaele, molto realisticamente, afferma che i semplici non hanno le capacità intrinseche per portare avanti una riscossa; e che il mondo dei furbi avrà sempre la meglio. E’ amaro ammetterlo, ma è così.
Questa sensazione la percepisco nei dialoghi con i miei figli, che mi irridono per aver conservato la mia onestà, la mia bontà e semplicità. “Papà sei troppo buono” “Il mondo è una giungla” mi dicono sempre. “Il tuo mondo non esiste più” “Oggi se non vuoi soccombere ti devi fare furbo”
E così anche loro hanno intrapreso la strada per entrare nel mondo dei furbi. Sono giovani e laureati. Uno fa il medico e lavora in un centro privato e guadagna 1.000 euro al mese. E’ in attesa di una sistemazione migliore, ma ha già 34 anni. L’altro, che è una ragazza di 27 anni, è disoccupata. E in Sicilia quando mai lo troverai un lavoro se non hai dei Santi in paradiso? Così loro cercano di farsi furbi, fanno di tutto per entrare in quel mondo, nonostante la mia disapprovazione.
Io voglio, con tutto il cuore, rimanere a quel mondo dei semplici a cui sono legato in modo indissolubile. Ma non posso biasimare, visto il contesto in cui viviamo, i miei figli, se vogliono tentare altre strade che li possa fare ottenere quanto è giusto, non il di più.
A me non resta altro che la desolazione e l’amarezza di constatare che il mondo dei furbi ha vinto e che la decadenza morale non avrà più fine.