01 gennaio 2025

AUGURI DI BUON ANNO 2025.

Sarebbe bello, iniziare questo Nuovo Anno 2025, con amore e pace di tutti i popoli. Lasciarsi alle spalle i rancori, gli odi, le prepotenze e soprattutto le guerre. Lasciare vivere nella piena libertà. La vita presenta tante sfacciettature positive o negative, cogliewre sempre il lato migliore. Aprirsi alla vita e dare sostegno a chi chiede un aiuto o un bisogno. Perché un domani, potrebbe capitare di cercare noi l'aiuto. Mi permetto di fare gli AUGURI di un Nuovo Anno, in salute e nel rispetto reciproco, a tutti amici, parenti e a chi non ho il piacere di conoscere di persona. L'augurio di una vita semplice ma piacevole. Non siamo eterni, per cui approfittiamo di vivere nei migliori dei modi, per una lunga e salutare vita.

03 dicembre 2024

Ergastolo per l'assassino Filippo Turetta di Giulia Cecchettin.

Dopo 5 udienze, circa due mesi di processo, il caso ha segnato una svolta per la violenza di genere in Italia che arriva ad una sentenza: Filippo Turetta è stato condannato all'ergastolo per il femminicidio di Giulia Cecchettin. A deciderlo sono stati i giudici della corte d’Assise di Venezia al termine di una camera di consiglio durata circa cinque ore. La giuria, presieduta dal togato Stefano Manduzio, affiancato dalla giudice a latere Francesca Zancan e da sei popolari, ha accolto in pieno la richiesta di condanna formulata dalla procura, confermando le accuse per il ventiduenne ritenuto responsabile dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, uccisa con 75 coltellate la sera dell’11 novembre.

02 dicembre 2024

Taranto, com'era...com'è!!! di Danilo Fanigliulo

30 novembre 2024

La storia
Premiazione del Comune di Taranto al pluricampione di Karate contact Innato Cataldo.

Il 3 maggio 2024 nella struttura della casa di cura S.Chiara a Talsano, dove è ospitato temporaneamente per una seria malattia degenerativa Innato Cataldo di 66 anni tarantino, ha avuto luogo il suo riconoscimento, come atleta tarantino pluricampione del mondo, europeo e nazionale di Karate contact, Maestro 8° dan, alla presenza del Comune di Taranto del Vice Sindaco e Assessore Gianni Azzaro. Un atleta formidabile soprannominato dagli stessi avversari "Blak Wolf"  che, oltre ai suoi meritatissimi titoli, insieme al fratello Raffaele, diedero inizio alla diffusione del karate contact a Taranto, con l'Associazione sportiva "Kaji Kan", in nome del suo maestro Giapponese. Hanno organizzato negli anni '80 manifestazioni in tutta la Provincia e finanche il campionato mondiale al Tursport di Taranto 4/5/6 Ottobre 1985, alla presenza di 20 Nazioni con atleti provenienti anche dagli USA. Nella palestra del Maestro Innato si sono allenati centinaia di allievi che hanno potuto beneficiare  della sua grande esperienza e bravura, conquistando medaglie e titoli italiani. Hanno voluto partecipare alla premiazione, oltre alle famiglie dei fratelli di Innato Vincenzo e Raffaele, suo figlio Pasquale e alcuni suoi ex allievi, amici e anche l'ex Sindaco di Taranto Mario Guadagnolo, amico da anni. Il quale ha voluto esprimere il suo grazie, oltre al Campione sportivo, anche all'uomo generoso e sempre disponibile a rallegrare con il suo Sax e con la sua simpatia, tutti coloro che hanno avuto la fortuna e l'onore di conoscerlo.



26 marzo 2020






Pensare ad un mondo migliore dopo l'emergenza virus.

Sono passate alcune settimane da quando è iniziato l'allarme corona virus.  La situazione in Italia e nel resto del mondo si è fatta più grave e preoccupante. I contagi aumentano e anche i morti. Non c'è ancora nessuna cura per abbatterlo e non c'è un vaccino. Gli scienziati stanno studiando su farmaci sperimentali e sulla preparazione di un vaccino. Nel frattempo si stanno prendendo delle precauzioni per non facilitare il contagio, stando a casa e chiudendo la maggior parte delle fabbriche che non risultano essenziali per l'emergenza. Siamo ancora nel bel mezzo di una pandemia sanitaria, sociale ed economica. Credo che il mondo si è fatto trovare impreparato per questioni di poca attenzione alla ricerca sul rischio di tragedie planetarie. Si pensa più all'economia e alla concorrenza tra nazioni e non ad avere una unità di interessi per una vita solidale e salutare dei popoli. Paradossalmente questo virus ci fa capire che ognuno di noi ha bisogno dell'altro. La responsabilità dell'uno ricade sull'altro. Quindi, sarebbe cosa buona e giusta cambiare un sistema che può essere nefasto per tutti. Invece pensare ad un altro sistema di vita che può salvaguardare il pianeta e noi stessi, magari eliminando il denaro e la proprietà privata, divenendo tutti partecipi in maniera fattiva col proprio contributo di lavoro e studio, e diventando tutti indistintamente proprietari del territorio planetario, utilizzando tutte le bellezze e i luoghi che la natura ci mette a disposizione.

01 marzo 2020

Corona virus e buon senso.


                                                Istituto Spallanzani per malattie infettive.

Corona virus
Il mondo è stato scosso da un virus contagioso, si dice partito dalla Cina. Gli scienziati sono un pò divisi, non conoscendo la sua natura, la pericolosità e la contagiosità. C'è chi dice che può essere una influenza tipo stagionale e chi invece può creare un rischio di pandemia. Dopo, qualche mese di restrizioni e precauzioni partite già dalla Cina, chiudendo e bloccando più di 60 milioni di abitanti, anche l'Italia si ritrova ad avere in casa il virus, con alcuni focolai nella Lombardia e nel Veneto, che comunque dovrebbero essere partiti dalla stessa matrice. La gente, dalle notizie apprese della possibile pericolosità, essendo un virus che contribuisce in minima parte anche ad essere letale, chiaramente ha iniziato a preoccuparsi ed avere paura, rinunciando alla solita vita quotidiana. A distanza di una decina di giorni in Italia ha procurato alcune decina di morti, gente anziana e con malattie pregresse e quasi un migliaio di persone contagiate, la maggior parte delle quali con niente o pochi sintomi e una cinquantina di guariti. Il Governo con le Regioni ha preso le dovute decisioni e precauzioni, vietando assembramenti, luoghi affollati come: stadi, musei, manifestazioni, scuole ecc...onde evitare il propagarsi del contagio e restringendo e bloccando il contagio. Questo chiaramente ha generato una restrizione e caduta dell'economia, specialmente proprio in quelle Regioni, che hanno un PIL più elevato, facendo aumentare la preoccupazione del Paese. L'urgenza di solito porta sempre a prendere decisioni drastiche, ma che possono peggiorare la situazione, oltre che salutare, anche di carattere economico e di maggiore paura. Oggi, pare che gli scienziati e specialisti dei virus, hanno capito come precauzione che conviene stare a 2 metri circa di distanza da una persona all'altra, quando si starnutisce bisogna farlo sul gomito e non sulla mano, lavarsi spesso bene le mani con sapone o liquidi disinfettanti, non farsi prendere dal panico, perché la stragrande maggioranza dei probabili contagiati è asintomatico e si guarisce, come succede per la influenza stagionale, facendo più attenzione alle persone più anziane e con malattie pregresse. Il mio parere è che come in tutte le cose, bisogna avere buon senso e prendere provvedimenti che non mettono in ginocchio un Paese intero, ma tenere aperte le attività, con l'attenzione di tenere le persone anche in luoghi chiusi come i cinema, teatri, musei ecc...distanti tra loro nella misura di salvaguardia della salute e del contagio, e con misure di attenzione e controlli. Responsabilizzando le stesse persone ad avere il giusto di cautela, tale da continuare la propria vita socializzando, senza pregiudicare la salute e soprattutto, senza entrare nel panico di morire non tanto per il corona virus, ma di paura.

19 novembre 2013

Vendola sotto pressione per una risata intercettata.




                                         Nichi Vendola





Vorrei fare un'analisi a freddo della famosa telefonata rilevata da una intercettazione e pubblicata dal Fatto Quotidiano da Marco Travaglio tra Vendola e Archinà il factotum di Riva (ILVA), che sta facendo molto scalpore, per la quale molti politici e commentatori chiedono le sue dimissioni da Governatore della Puglia. 
Allora, Vendola telefona ad Archinà conoscendolo come confidente di Riva. La telefonata pare che abbia lo scopo di avere un appuntamento con Riva per discutere dell'Ilva. 
Vendola è un politico e Governatore di Regione, il suo compito è quello di trovare soluzioni ai problemi, quindi deve poter parlare e confrontarsi con tutti i cittadini, lavoratori, pensionati, artigiani, commercianti, imprenditori, partiti e politici con cariche istituzionali e non. La logica del politico è quella di parlare diverse lingue a seconda l'interlocutore. Nel caso specifico, Vendola sa che per avere un dialogo con Riva imprenditore di una grande Industria, deve cercare di accattivarsi la sua simpatia perché possa giocarsi le sue carte a trovare una soluzione sul caso Ilva, tale da portare Riva sul binario di una correttezza imprenditoriale a seguire le leggi per non inquinare, e nello stesso tempo a dare una risposta a migliaia di lavoratori che potrebbero trovarsi senza un lavoro, e rispondere ai cittadini di Taranto che chiedono rispetto della salute. Teniamo presente che prima l'Italsider e poi Ilva, inquinano da 50 anni, nel corso dei quali nessuno ha opposto resistenza al grande mostro siderurgico, anzi è stato il pane e il companatico di migliaia di persone. Vendola, però vuole dare una sferzata per cercare di raddrizzare la grande nave. Da ricordare che Riva è un personaggio molto influente del potere in Italia e ha amici molto influenti nelle diverse cariche istituzionali e nei media. Quindi deve giocarsi le sue chance adeguandosi all'interlocutore, tenendo però ben distinto il suo ruolo, che nella telefonata lui ci tiene a ribadire. Allora parte sfruttando il video dove al giornalista tarantino gli viene sottratto il microfono, con il quale cercava di fare domande scomode e legittime a Riva. Certamente mettendosi nei panni di Vendola, non poteva cominciare il dialogo con un personaggio Archinà, contestandogli di aver fatto un errore, altrimenti la telefonata sarebbe finita lì e anche la possibilità di un colloquio con Riva. Quindi inizia con una risatina e parla ad Archinà come se fosse dalla sua parte, dicendogli che si era fatto una bella risata per lo scatto felino (qui magari ha esagerato nel puntualizzare che anche col capo di gabinetto erano stati a ridere per diverso tempo), dobbiamo capire però che la telefonata è confidenziale e non ha altri ascoltatori, quindi ognuno può lasciarsi andare a qualche battuta in più, come succede spesso in tutte le telefonate confidenziali, dove magari si dicono cose brutali o divertenti su amici, avversari, parenti che siano, ma che rimangono nello spazio della telefonata. Infatti, finché restano nelle segretezza tutto fila liscio, quando invece viene messo in piazza, allora arrivano le giuste o sbagliate critiche. Ora per una telefonata, nella quale non si evince alcun reato, nè dichiarazioni di imbrogli o corruttele, si vuole condannare un politico come Vendola che ha sempre fatto battaglie civili in prima persona contro diversi poteri forti, e dire di farsi da parte senza se e senza ma, mi sembra veramente esagerato e speculativo, specialmente di fronte ad una politica che come sappiamo ne ha fatti e ne fa di tutti i colori, commettendo anche reati penali gravi, ai quali molti non mostrano nessuna indignazione!

01 marzo 2013

Elezioni Politiche 24-25 Febbraio 2013.

                                                  Cabina elettorale

 
Dopo le elezioni ebbene fare un'analisi del voto per dare il giusto peso e la giusta indicazione espressi dagli elettori italiani. Perciò vediamo come il 24-25 febbraio sono andati i voti.
Per la Camera gli elettori aventi diritto erano 46.905.154, i votanti sono stati 35.271.541 pari al 75,19%.

Centrosinistra:          10.047.808     29,55%   PD    8.644.523   25,42%    3°  Partito
Centrodestra:             9.922.850     29,18%   PDL  7.332.972   21,56%    4°  Partito
Movimento 5 Stelle    8.689.458     25,55%                                                2°  Partito
Lista Monti                3.591.607     10,56%                                                5°  Partito
Altri e schede b.e n.   3.019.818       8,56%                                                    
Non votanti              11.633.613     30,28%                                1° Partito assoluto   

Per il Senato gli elettori aventi diritto erano 42.270.824, i votanti 31.751.350 pari al 75,11%.

Centrosinistra              9.686.471    31,63%    PD    8.400.161  27,43%    2° Partito
Centrodestra               9.405.894    30,72%    PDL  6.829.587  22,30%    4° Partito
Movimento 5 Stelle     7.285.850     23,79%                                               3° Partito
Lista Monti                  2.791.486      9,13%                                                5° Partito
Altri e schede b.e n.     2.473.112      7,79%                                                     
Non votanti                10.519.474    33,12%                              1° Partito assoluto      

Quindi si evince che il primo partito in Italia in assoluto è il partito del non voto sia alla Camera che al Senato con la somma totale di                                                                      22.153.087
Secondo partito risulta  Partito Democratico con la somma totale di  17.044.681.
Terzo partito risulta il Movimento 5 Stelle con la somma totale di:      15.975.308
Quarto partito risulta il Partito della Libertà con la somma totale di    14.162.559
Quinto partito Lista Monti con la somma totale di                               6.383.093
Considerazione finale è che su 89.175.978 voti il Centrosinistra ha ricevuto voti pari a 19.734.279.
Il Centrodestra ha ricevuto voti 19.328.744.
Il M5S ha ricevuto 15.975.308 voti.
Conclusioni ha vinto la coalizione del Centrosinistra che ha ottenuto più voti.


18 febbraio 2012

C'è bisogno di un cambiamento. L'Europa ha un ruolo importante.

Europa

L'Europa, il continente che con la sua storia e la sua cultura hanno influenzato notevolmente tutto il mondo civilizzato. La sua posizione centrale, rispetto agli altri continenti, e la penetrazione del mare hanno sempre favorito le comunicazioni fra le popolazioni delle diverse nazioni e le migrazioni verso altri territori del mondo. Un clima per buona parte benevole, inoltre, ha fatto sì che divenisse densamente abitata. Tutto questo le ha permesso di essere sempre al centro degli interessi internazionali. Ora però, si trova a combattere una situazione economica e politica critica: la scelta di un cambiamento, che certamente potrebbe cambiare la storia del Pianeta.
Le risorse non sono infinite e per tutti, quindi bisogna pensare ad un sistema di vita e di società che non può più avere due livelli di condizioni opposti: i ricchi che speculano e i poveri che subiscono. Anche perchè i ricchi sono sempre di meno e più ricchi, mentre i poveri sono sempre di più e sempre più poveri. Non solo, ma i beni sono sempre di più in mano ai privati ricchi e meno ai privati poveri e meno allo Stato amministratore. Perciò, esiste una abnorme ingiustizia che dovrà portare alla dissoluzione un modello sociale, non più tollerabile. La prova è che nel mondo tutti gli Stati sono in fermento, in quanto stanno capendo e discutendo che c'è bisogno di un cambiamento. La svolta deve esserci per forza di cose. Solo che ci vorrebbe quella che tutti noi ci auspichiamo. E cioè quella che non ci dovrebbe essere alcuna distinzione di classe e di benessere, ma tutti dovremmo godere in egual misura delle risorse e dei benefici che il mondo ci mette a disposizione. Insomma, una società a misura di uomo, consapevole che la partecipazione di ognuno nel rispetto degli altri, porta certamente ad una vita sobria ma piena di soddisfazioni e di umanità. Una umanità che non siamo più capaci di riconoscere.

04 gennaio 2012

I politici italiani chiedono sacrifici ma non per loro.

Politici attenti al loro stipendio.

Sul sito del ministero della Funzione Pubblica, sono stati resi noti i risultati dell'indagine della commissione presieduta da Giovannini, presidente dell'Istat. La commissione aveva il compito di comparare gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli europei per operare eventuali adeguamenti. Dai risultati emerge che i parlamentari italiani ricevono un'indennità superiore rispetto ai loro colleghi tedeschi, inglesi e spagnoli, ma i meccanismi e i criteri per il calcolo delle indennità parlamentari nei vari paesi sono talmente diversi da renderli di non facile lettura.
In Italia l'indennità parlamentare lorda per i deputati è di 11.283 contro i 7.100 euro della Francia, i 2.813 della Spagna, 8.500 nei Paesi Bassi, 7.668 in Germania. A cui si aggiunge in Italia una diaria da 3.500 euro. Sono però minori le spese accessorie, in particolar modo quelle dei collaboratori: rientrano per i deputati nostrani fra le spese di segreteria e rappresentanza, 3.690 euro al mese. Mentre per esempio in Francia un deputato può spendere fino a 9.100 euro al mese per i collaboratori, in Germania sono pagati dal Parlamento per un totale di 14.700 euro, in Austria sono dipendenti della Camera.
Per la Commissione dunque i dati raccolti sono insufficienti per capire se e quanto tagliare. Perciò essa non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l'accuratezza richiesta dalla normativa.
Le presidenze di Camera e Senato hanno fatto capire che non interverranno sulla voce principale, né sulla diaria da 3.500 euro. Invece vorrebbero intervenire sulle spese per collaboratori e portaborse decurtando quei 3.690 euro al mese.
Nell'attesa, tutto questo, però non può bastare, se si vuole affrontare la questione seriamente. Si devono affrontare anche altri dolorosi capitoli di sprechi e privilegi che regnano sovrani nella pubblica amministrazione: la riduzione del numero dei parlamentari, l'abolizione dei vitalizi, abolizione delle province, enti inutili, auto blu, acquisti di beni e servizi, regioni e province a statuto speciale, stipendi dei manager pubblici e via discorrendo.
Non si possono chiedere dall'oggi al domani sacrifici lacrime e sangue agli italiani, anche ai meno abbienti, e poi chi li chiede non si tocca neanche un centesimo, pur ricevendo stipendio e benefici da signori, pagati profutamente dagli italiani onesti e operosi.


13 novembre 2011

Chiuso il berlusconismo bisogna voltare pagina.

Berlusconi dimissionato

O
ggi è una bella giornata, il sole splende. C'è qualcosa nell'aria che fa respirare una certa speranza. Ieri si è consumata una fase lunga di 17 anni che ha tenuto il Paese nell'immobilismo e nell'incertezza. Sono stati consumati e persi anni di possibile rinnovamento di una politica, che già aveva mostrato la sua debolezza e la sua incapacità di governare un grande Paese come l'Italia. Si è voluti credere di cambiare in meglio la società, dando carta bianca ad un signore abituato a fare promesse che non poteva mai mantenere, con un conflitto d'interesse enorme perchè potesse essere disinteressato a promuovere leggi che non lo avrebbero favorito. Questo ha condizionato e di molto la politica italiana, non avendo una opposizione capace di ribaltare una cultura affaristica e individualista. Complici anche i poteri che hanno cavalcato questo malsano e tragico percorso.
In questa nuova giornata di Novembre, una cosa è certa, che il mandante di questo disastro, finalmente, è stato costretto a dare le dimissioni. Non ci potevano riuscire le opposizioni perchè numericamente in minoranza, in quanto i parlamentari nominati dai partiti, e non eletti da nessuno, avevano l'esigenza di salvare il vitalizio e i loro interessi personali, non essendo obbligati a rispondere agli elettori. Sicuramente sono stati 17 anni bui della politica, per nessuna ragione al mondo si può pensare di gestire l'amministrazione dello Stato come se fosse un azienda. E non si può pensare che l'incarico da premier possa essere il mezzo per farsi leggi a proprio uso e consumo. In Italia come in Europa e nel mondo, c'è bisogno di mettere in primo piano la solidarietà tra i popoli e tra la gente. Non si può pensare di lasciare nelle mani del capitalismo del libero mercato, le sorti di un popolo o di un pianeta. Bisogna iniziare a capire che essere troppo ricchi ed essere troppo poveri crea indubbiamente una crisi del sistema che non può reggersi senza equità e senza il rispetto delle persone. Speriamo che si possa voltare pagina, senza affidarsi troppo ad una prersona, ma cambiando la cultura individualista nell'interesse collettivo.

05 novembre 2011

Perchè sempre sulle pensioni dei lavoratori e sui poveri onesti?

Anziana in cerca di cibo

L
e leggi non si fanno solo sugli altri ma si fanno per tutti. Se c'è questa emergenza di voler toccare le pensioni, la panacea di tutti i mali, secondo gli illustri onorevoli, economisti, opinionisti, imprenditori ecc..., perchè non fare prima la legge di togliere i privilegi a chi per primis fa le leggi, come il vitalizio e le agevolazioni? E perchè non si fa pagare la patrimoniale a chi è ricco abbastanza? E perchè non si fa una seria politica per la corruzione e per l'evasione? E perchè non si combattono seriamente le mafie? E perchè non dare ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio candidato? E perchè la politica deve essere intesa come un mestiere, dal quale lucrare? E perchè la rendita finanziaria non deve essere tassata più del reddito da lavoro? E perchè si devono pagare pensioni ricche, quando chi sta a riposo non produce, ma deve pensare a vivere una vecchiaia dignitosa? E perchè non si crea uno Stato veramente efficiente, fatto da persone che lavorano per la collettività e non per alcuni? E perchè non si investe sui cervelli e sulla meritocrazia? E perchè un giovane deve essere costretto ad essere mantenuto dalla famiglia, quando lo Stato dovrebbe provvedere a creare opportunità di lavoro, una formazione professionale e un minimo garantito di sufficienza economica? E perchè quando si parla di pensioni, non ci si accorge di tutte quelle persone anziane sole, che muoiono senza che nessuno s'interessi a loro? Perchè non creare strutture per accogliere queste persone e farle vivere con gli altri, senza bisogno di dare delle pensioni, ma farle vivere gli ultimi anni di vità accuditi e curati, con dignità e affetto?

29 ottobre 2011

Incominciare una fase nuova per il benessere comune.

La sorgente

L
a maggior parte dei cittadini italiani, ma mi permetto di dire anche nel mondo, desiderano fare una vita normale. E per normale s'intende: studiare, lavorare, curarsi, avere un tetto, vestirsi e nutrirsi dignitosamente. Il tutto in un ambiente possibilmente sano, nel quale trovare e sfruttare le risorse sufficienti per godere di questi beni essenziali. Per raggiungere questo semplice obbiettivo, bisogna che una società socialmente evoluta comprenda, che non ci può essere grande divario da chi gode di grandi privilegi e ricchezze, e chi invece non gode di alcun elementare bisogno naturale di sopravvivenza. Questo principio è fondamentale perchè si possa vivere tutti, e dico tutti, in un clima di serenità e di amor comune. La società è formata da singoli cittadini e da nuclei famigliari, questi fanno parte delle risorse umane, dai quali estrarre il benessere che poi serve a tutta la comunità. In una società che si rispecchia in questi valori di solidarietà, ci deve essere una dirigenza composta da uomini molto capaci, i quali in primis devono dare l'esempio di come responsabilmente, si può condurre un popolo a traguardare l'orizzonte del benessere comune, nella visione dell'onestà, della lealtà, della legalità e di una democrazia aperta a valori di libertà nel rispetto degli altri.
Ad oggi non ho mai visto e nè la storia ci ha dato modo di sapere, che l'uomo abbia mai compreso questa semplice ed elementare logica dello stare bene insieme. Anzi, in alcuni casi il progresso tecnologico, e non mai quello sociologico, ha peggiorato la condizione sociale degli individui, raggruppando in poche mani un potere economico stratosferico, che condiziona e impedisce il formarsi di una società dell'umano rispetto di convivenza e di convenienza di vita solidale.
Allora, e mi rivolgo a tutti, ma soprattutto a chi sente il dovere di rappresentarci, consiglierei di lasciare da parte il proprio egoismo e incominciare a seguire la strada dei veri valori della nostra esistenza, rispettando le opinioni e i suggerimenti, raccogliendone i frutti più sani e più sostanziosi per dare avvio ad una fase nuova, che porti tutti i cittadini ad essere più laboriosi e più umili nel rispetto delle leggi, che abbiano come scopo una vita dignitosa per tutti. In una vera società democratica non ci può essere un capo, a cui si lasciano tutte le decisioni, ma la responsabilità di decidere della vita di ognuno di noi, deve essere nelle mani di ogni cittadino, partecipando in prima persona al rispetto delle regole per una migliore e salutare sopravvivenza su un paradiso chiamato "Terra".

24 ottobre 2011

Ancora riforma delle pensioni. Basta!


Merkel e Sarkozy

Più che una riforma delle pensioni, che poi si concentra sull'età pensionabile più alta, si dovrebbe fare la riforma sul welfare, garantendo a tutti i cittadini un minimo di reddito e la fruizione di servizi sociali indispensabili. Ma per fare questo, insieme alla lotta all'evasione, alle liberalizzazioni, alla lotta della corruzione, agli sprechi della politica, al taglio dei privilegi, alla patrimoniale per i più benestanti, bisogna cambiare i politici e tutti coloro che si sostengono da essi. Si ha bisogno di un nuovo modo d'intendere la vita sociale ed economica. Non più leggi in favore dei grandi gruppi e dei grandi finanzieri, ma una politica fatta dai cittadini e per i cittadini, che lavorano, studiano, si curano e si divertono. Una società del benessere comune e della collettività. Niente personalismi ma dare merito alle intelligenze per utilizzarle in favore della comunità e dei più deboli. Ormai, c'è in gioco la sopravvivenza dei popoli e dello stesso pianeta. Pianeta che stiamo maltrattando e distruggendo, non sapendo che chi ne pagheranno le spese siamo noi e solamente noi, ricchi o poveri, forti o deboli, intelligenti o stupidi. Ogni popolo deve poter sfruttare le proprie risorse e il proprio territorio, collaborando con gli altri popoli per scambiarsi le nuove idee e le nuove tecnologie, nel rispetto reciproco e per la salvaguardia dei diritti inalienabili delle persone. Se non si capisce questo, vuol dire che siamo perduti, tutti.

12 ottobre 2011

Il sistema globalizzato di questa economia ci porta allo sfacelo.

Umanità senza speranza.

N
on bisogna essere esperti in economia per capire che il sistema finanziario di questa globalizzazione porta al collasso del pianeta. Vediamo cosa sta succedendo. Il libero mercato, così definito, lascia che siano i consumatori a preferire un prodotto rispetto ad un altro, e fin qui si potrebbe dire che è giusto. Però, chi oggi compra un prodotto piuttosto che un altro, non è libero di scegliere, perchè avendo poca disponibilità di danaro è costretto a comprare il prodotto che costa di meno, senza che sia certo della qualità. Le lobbies delle multinazionali, costringono le imprese a vendere un prodotto a costo basso per rivenderlo al costo che decidono secondo il loro profitto, perchè devono rispondere agli azionisti. Le imprese per vendere ed essere concorrenziali, sono costrette a ridurre i loro costi, sia sulla qualità che sul lavoro, riducendo il personale e scaricando sul sistema sociale il lavoratore disoccupato, che viene escluso automaticamente dall'acquistare i prodotti. Questo andazzo porta ad abbassare lo stipendio dei lavoratori e la loro sicurezza. I morti e le invalidità vengono scaricate sulla sanità e sull'assistenza, impoverendo gli Stati che si sostengono sulle tasse dei cittadini, aggravandoli economicamente. Lo stipendio più basso, oltre a far chiedere allo Stato aiuti sul bisogno delle famiglie, incide sul consumatore che, non avendo molte disponibilità comprerà sempre di meno e peggio. Le case produttrici, a loro volta, siccome non riescono a vendere i prodotti perchè si assottiglia la domanda, sono costrette per stare sul mercato a ridurre ancora il prezzo ed a ridurre ancora la sicurezza e i propri dipendenti. Mentre i grossi capitali e finanzieri, siccome vogliono guadagnare sempre di più, continuano nella loro campagna di acquistare prodotti a basso costo, per far arricchire sempre di più chi sta nei loro guadagni. Così questi pochi ma grandi speculatori si arricchiscono a danno delle masse dei consumatori e lavoratori che si impoveriscono. Le banche a loro volta non prestano danaro se non hanno una contropartita. E la contropartita la possono dare sempre pochi e sempre di meno. Le imprese che possono restare in vita sono sempre di meno perchè non riescono a sopportare più il gioco al ribasso e quindi falliscono. E restano in piedi solo quelli che riescono a speculare e che hanno fondi. Ma anche questi saranno sempre di meno, perchè non essendovi tanti consumatori che possono comprare si assottiglieranno fino a restare o solo uno che farà tutto a suo piacimento, o nessuno perchè una popolazione affamata e senza lavoro, porta allo sconquasso e alla rivoluzione. Morale della storia, quanto tempo ancora vogliamo che duri questo massacro sulla popolazione mondiale e sul profitto a danno del sistema pianeta e del suo ambiente?

24 settembre 2011

Riforma pensioni in danno dei veri lavoratori.

Sede INPS ROMA

In Italia sulle pensioni si fa gratuitamente della retorica, non sapendo i fatti e, soprattutto per creare confusione e divisioni nella nostra società. Si dice che bisogna fare come la Germania: “In Germania si va in pensione a 67 anni mentre noi ci andiamo a 58 anni.” Falso.
Uno di questi esempi illustri di queste esternazioni ambigue, oltre a Casini, economisti e ultima Marcegaglia, è Feltri che è andato in pensione a soli 53 anni, nel 1997. Una pensione d’oro di 347 milioni di lire l’anno, circa 179 mila euro, a carico del Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti. Da allora Feltri ha continuato a scrivere e a dirigere giornali, percependo ricchi compensi e spiegando al mondo intero che è meglio per tutti andare in pensione a 67 anni.
Allora, conviene fare chiarezza.
Per prima cosa non bisogna mischiare il bilancio dello Stato con il bilancio dell’INPS.
Lo Stato ha un debito pubblico del 120%, l’INPS ha una situazione patrimoniale netta al 31 dicembre per un attivo di 43,5 miliardi.
L’INPS ha entrate distinte e indirizzate alla Previdenza che nulla hanno a vedere con le spese pubbliche dello Stato.
Lo Stato trasferisce ogni anno all’INPS 84 miliardi di euro, per erogare prestazioni assistenziali, prelevando soldi dalla previdenza pagata dai lavoratori a titolo di pensione.
Su 280 miliardi di uscite annuali, solo il 60% va in pensioni di vecchiaia e anzianità, il restante 40% viene elargito a titolo di pensioni di invalidità, inabilità, reversibilità indirette e sociali così come risulta dall’ultimo rapporto di bilancio INPS 2010.
L’erogazione delle pensioni è al lordo delle trattenute IRPEF, quindi ai 280 miliardi di euro erogati dall’INPS c’è da togliere l’IRPEF che ritorna nelle casse dello Stato (40 miliardi di euro).
All’interno dell’istituto previdenziale, il comparto dei dipendenti ha un attivo di 10 miliardi, così come quello dei parasubordinati, e che il fondo lavoratori dipendenti eroga pensioni medie annue di 11.107 euro.
Poi ci sono comparti come quello dei coltivatori diretti con passivo di 4 miliardi, quello degli artigiani con passivo di 5 miliardi, quello degli elettrici con passivo di 2 miliardi, quello dei trasporti con passivo di 1 miliardo, quello del Clero con passivo di 2 miliardi e c’è anche quello dei dirigenti (ex Inpdai) con passivo di 2 miliardi, ma nonostante questo l`importo medio delle pensioni erogate dal fondo Inpdai è circa 150.000 euro.
Il riferimento che è uso, tra coloro che pur di non toccare la patrimoniale, o fare una legge seria per l’evasione fiscale, o combattere la corruzione e le spese della politica, è sempre quello legato alla Germania, omettendo però di raccontare alcune cose.
Secondo l’ultima rilevazione 2011 riferita ai dati del Rentenversicherung tedesco l’età pensionabile l’anno scorso è passata dai 63,5 anni ai 63,8 di media per gli uomini e da 62,9 ai 63,3 anni di media per le donne a partire dal 1993, quando è iniziata la rilevazione statistica.
La legge prevede per i pensionati tedeschi a partire dal 2012 l’incremento di oltre un mese di lavoro in più per ogni anno fino al 2029, così da raggiungere l’età dai 65 anni attuali ai 67 anni futuri,spalmando cosí l’intero processo sull’arco di 17 anni.
Ma il sistema tedesco ha anche regole che possono far anticipare l’età di pensionamento, come i lavori usuranti o la contribuzione massima che possono ridurre di 5 anni l’età al pensionamento. Le donne hanno uno sconto di 3 anni per ogni figlio che nasce.
Si può andare in pensione avendo raggiunto i 35 anni di contribuzione ma avere un disincentivo del 3,6% ogni anno che manca al raggiungimento dei 65 anni.
Inoltre, il lavoratore dipendente tedesco versa per contributi previdenziali il 19,2% del suo salario.
In Italia il lavoratore dipendente versa in contributi previdenziali il 33% del suo salario.
Vediamo le condizioni attuali dopo i vari aggiustamenti di questo governo che danno diritto al pensionamento italiano:
Pensione di Vecchiaia 65 anni + 1 anno di finestra mobile per i dipendenti e 1,5 anni in più per gli autonomi. = 66 anni
Pensione di Anzianità dal 1/1/2013 quota 97 ovvero 63 anni d’età + 1 anno di finestra mobile = 64 anni
Pensione di Anzianità Contributiva 40 anni + 1 anno di finestra mobile + 3 mesi = 41,3 anni di versamenti indipendentemente dall’età
Pensione delle donne 60 + 1 anno di finestra mobile a salire fino a 66 anni nell’arco di 10 anni.
Quindi, siamo molto vicini già alle condizioni della Germania, versando però il 70% in più di trattenute previdenziali rispetto ai tedeschi.
L’ultima rilevazione Istat vede il 71,9% dei pensionati non superare i 1.000 euro mensili.
Il 45,9% delle pensioni ha importi mensili addirittura inferiori a 500 euro, mentre il 26% ha importi mensili compresi tra 500 e mille euro.
Poi, invece si omette di parlare delle ingiuste “pensioni d’oro” erogate con cifre vicine ai 1000 €uro al giorno. E tra questi ci sono proprio quei personaggi che hanno contribuito a fare le riforme previdenziali.
Quando, invece, sarebbe necessario creare un tetto massimo oltre il quale nessun pensionato potrebbe pretendere cifre esorbitanti per anni di vita senza lavoro.
Per non parlare del fatto che alzando ancora l’età pensionabile, nessuno dice che fine farebbero quei lavoratori licenziati e coloro che si trovano in mobilità che starebbero per raggiungere i requisiti dopo oltre 35/40 di contributi già versati.

Sono alcune considerazioni sulle verità nascoste dello stato sociale italiano.


26 giugno 2011

Di Pietro e Berlusconi, la coppia inedita.


Di Pietro e Berlusconi


Caro Di Pietro, hai fatto un flop.
E' stato un grave errore farsi abbindolare da Berlusconi. Addirittura, dopo tanta veemenza politica contro Berlusconi e il suo governo, adesso gli tendi una mano e gli dici che voteresti le sue leggi se condivise, quando sai benissimo che sono state sempre leggi ad hoc per lui e per gli amici degli amici. Ci dici che non sei di sinistra, ma poi stai col centrosinistra, aspettando che Bersani decida il da farsi. Dopo questo colloquio con Berlusconi, che non hai detto su che cosa si basava, improvvisamente hai cambiato politica. Credo che questa tua svolta ti farà perdere molti punti, e mi dispiace che una persona attenta come te non si accorga di questo. La gente me compreso capisce che c'è qualcosa che non quadra, all'improvviso l'uomo Silvio ti fa tenerezza, quando tu stesso ci hai detto che è un corruttore, un piduista e complice di cricche affaristiche a danno della comunità. Non te ne accorgi ma somigli a un tale Scilipoti, che tu stesso hai condannato per la scelta scellerata, che a noi cittadini sta costando molto. Cosa c'è di opaco che noi non sappiamo? Perchè questo repentino cambiamento di rotta? Sarebbe opportuno che tu chiarisca una svolta improvvida per farci capire, altrimenti non potresti più godere della fiducia che fino ad oggi hai ricevuto da milioni di persone. A guadagnarsi la fiducia ci vuole molto, ma a perderla basta un niente o un voltafaccia.

10 giugno 2011

Referendum 12 e 13 Giugno, 4 Si per cambiare l'Italia!

Urne da riempire con 4 SI

Referendum 12 e 13 Giugno 2011

Il Referendum è uno stru­mento di eser­ci­zio della so­vra­nità po­po­lare, san­cita all’articolo 1 della Co­sti­tu­zione della Re­pub­blica Ita­liana, e l’esito re­fe­ren­da­rio è una fonte del di­ritto pri­ma­ria che vin­cola i le­gi­sla­tori al ri­spetto della vo­lontà del po­polo. Sono quat­tro le ti­po­lo­gie di re­fe­ren­dum con­tem­plate dalla Co­sti­tu­zione italiana:

  • il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge,
  • quello sulle leggi co­sti­tu­zio­nali e di re­vi­sione costituzionale,
  • quello ri­guar­dante la fu­sione di re­gioni esi­stenti o la crea­zione di nuove regioni,
  • quello ri­guar­dante il pas­sag­gio da una Re­gione ad un’altra di Pro­vince o Comuni.

Il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge (ar­ti­colo 75) si uti­lizza come so­lu­zione per abo­lire una legge già esi­stente o parte di questa.

Do­me­nica 12 giu­gno 2011, dalle 8:00 alle 22:00 e Lu­nedì 13 giu­gno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.

I cit­ta­dini ita­liani sono chia­mati ad espri­mere il pro­prio voto su 4 que­siti referendari.

L’elettore, per vo­tare, deve esi­bire al pre­si­dente del seg­gio la tes­sera elet­to­rale ed un do­cu­mento di riconoscimento.

L’elettore ri­ceve da un com­po­nente del seg­gio 4 schede di di­verso colore:

Il voto “SI”, trac­ciato sulla scheda, in­dica la vo­lontà di abro­gare la nor­ma­tiva ri­chia­mata dal que­sito referendario.

Il voto “NO”, trac­ciato sulla scheda, in­dica la vo­lontà di man­te­nere la vi­gente nor­ma­tiva ri­chia­mata dal que­sito referendario.

Se non an­dranno a vo­tare il 50% + 1 de­gli aventi di­ritto i re­fe­ren­dum non sa­ranno validi.

Quat­tro sì per cam­biare l’Italia

Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.

Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO

“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.

Que­sito n. 3 – re­fe­ren­dum ener­gia nucleare

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”

Que­sito n. 4 – re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.